Ogni aggressione è di troppo
Le segnalazioni di aggressioni contro il personale sanitario sono in aumento e i massmedia riportano sempre più spesso casi di pazienti o familiari violenti. Di fronte a tutto questo l’Azienda sanitaria non resta indifferente: mai come ora si è investito così tanto nella sicurezza.
Le segnalazioni di aggressioni negli ospedali sono aumentate in modo significativo negli ultimi anni: dai 136 casi registrati nel 2022, si è passati a 160 del 2023, fino a raggiungere i 187 episodi nel 2024. Va tuttavia sottolineato che negli ultimi anni è stata promossa una maggiore sensibilizzazione all’interno delle strutture sanitarie, con l’obiettivo di assicurare che ogni aggressione venga effettivamente denunciata. Le cause che possono portare a un’escalation sono molteplici: spesso, un trattamento medico rappresenta una situazione eccezionale sia fisica che psicologica, e sempre più frequentemente si tratta delle conseguenze di abuso di alcol e droghe. Anche tempi di attesa percepiti come lunghi, patologie psichiatriche, insoddisfazione o difficoltà di comunicazione possono contribuire a generare situazioni difficili.
Analizzando l’anno passato, emerge che nella città capoluogo, Bolzano, sono stati segnalati 54 casi, mentre a Merano, il secondo ospedale più grande, ne sono stati registrati 95. Bressanone e Brunico si collocano in una posizione in mezzo, con rispettivamente 11 e 27 episodi di violenza.
Non sorprende che coloro che operano in prima linea siano i più colpiti: in 155 casi le aggressioni erano rivolte al personale infermieristico, in 18 casi al personale medico, seguito, in ordine decrescente, dagli operatori sociosanitari, dagli assistenti sociali, dal personale amministrativo e infine dagli educatori.
La maggior parte delle aggressioni era di natura verbale (136 episodi segnalati), mentre in 73 casi si è trattato di aggressioni fisiche. L’Assessore provinciale Hubert Messner, che nel tardo autunno dello scorso anno aveva partecipato a un incontro sulla sicurezza pubblica, afferma che sono stati intrapresi passi importanti.
“Chi si reca in ospedale, sia per lavorare che per ricevere assistenza, deve poter contare su un ambiente sicuro. Sia al Pronto Soccorso che al Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale di Bolzano è stato installato un pulsante d’emergenza che allerta immediatamente le forze dell’ordine. Abbiamo intenzione di aumentare il numero di videocamere – al momento sono circa 15 solo presso l’Ospedale di Bolzano – e vogliamo ampliare le fasce orarie di supporto da parte delle forze di sicurezza”.
Le videocamere sono collegate direttamente con il servizio di vigilanza, che è pronto a intervenire immediatamente in caso di emergenza. Attualmente, nei servizi di Pronto Soccorso degli Ospedali di Bolzano e Merano, è presente un posto di polizia e l’Assessore Messner ha chiesto che lo stesso servizio venga esteso anche all’Ospedale di Bressanone. Un altro importante obiettivo dell’Assessore era quello di ampliare l’offerta di corsi di formazione, destinati al personale, per apprendere come gestire situazioni di violenza. Ora questi corsi vengono organizzati in modo capillare in tutta l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
La Direttrice tecnico-assistenziale Marianne Siller sottolinea l’importanza di garantire che tutto il personale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, ovunque operi, possa sentirsi al sicuro: “Chi lavora in aree particolarmente sensibili come il Pronto Soccorso, la Psichiatria o agli sportelli, è consapevole del fatto che un certo rischio professionale esiste. Queste collaboratrici e questi collaboratori vengono pertanto formati in modo da essere in grado di affrontare situazioni di violenza. È nostro dovere fare tutto il possibile per proteggere chi si dedica ad aiutare gli altri.” In questo contesto, i cosiddetti corsi di de-escalation si sono rivelati particolarmente utili. Qui, istruttrici e istruttori esperti mostrano come reagire a provocazioni, aggressioni o persino violenze fisiche – perché ogni aggressione è di troppo.
Sabine Flarer/traduttrice: Tatiana De Bonis
