"I sistemi attualmente più promettenti"
Ai fini della diagnosi del cancro del collo dell’utero vengono analizzati ogni giorno Pap test presso il Servizio di Anatomia e Istologia Patologica. La Primaria del servizio, la Dott.ssa Esther Hanspeter, è lieta che il servizio disponga, da poco, di un nuovo software che, grazie all’intelligenza artificiale, garantisce una maggiore accuratezza nella diagnosi. A riguardo, ci spiega come si svolge un’analisi.
Dott.ssa Hanspeter, il Suo servizio dispone da poco di un software all’avanguardia in grado di analizzare in pochi secondi i campioni prelevati per lo screening del cancro del collo dell’utero (“Pap test”) provenienti da tutta la Provincia. Qual è la particolarità di questa tecnologia?
Si tratta di un sistema basato sull’intelligenza artificiale che non sostituisce il lavoro dei citologi, ma li supporta nell’analisi dei Pap test. Il sistema consente quindi di accelerare la refertazione dei pap test, arrivando addirittura a raddoppiarne la velocità. Dato che il controllo finale da parte di un operatore umano è sempre fondamentale, i risultati non potranno comunque essere disponibili in pochi secondi. Il punto non è solo la rapidità della refertazione – naturalmente indispensabile in periodi di carenza di personale o di aumento della domanda –, quanto piuttosto disporre di una maggiore accuratezza e affidabilità del Pap test, così da garantire una prevenzione più efficace. Esistono oramai numerosi studi scientifici che confermano la validità dell’analisi del Pap test tramite il supporto dell’intelligenza artificiale.
Quanti test vengono refertati ogni anno nel Suo servizio?
Ogni anno nel nostro servizio vengono eseguiti e valutati oltre 36.000 Pap test.
Come si svolge l’esame diagnostico con l’IA e quali sono i passaggi successivi?
Le donne di età compresa tra i 25 e i 30 anni che non sono state vaccinate contro l’HPV vengono invitate direttamente a sottoporsi al Pap test. Per le donne di età superiore ai 30 anni, invece, il test di primo livello è il test molecolare dell’HPV. Solo se il risultato è positivo viene eseguito un Pap test. Il prelievo dei campioni per il test HPV, per il Pap test e per il Pap test con analisi supportata dall’intelligenza artificiale avviene esattamente come prima dell’introduzione dell’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda il Pap test, la preparazione del vetrino citologico (del Pap test) è rimasta sostanzialmente invariata e viene eseguita nel nostro laboratorio. Anziché essere esaminato direttamente al microscopio da personale citologico specializzato, il Pap test viene prima scansionato e digitalizzato tramite uno scanner apposito. Il Pap test digitale così ottenuto viene poi analizzato tramite un sistema basato sull’intelligenza artificiale, che individua eventuali cellule anomale, le evidenzia e le visualizza su uno schermo ad alta risoluzione a disposizione di un citologo. Solamente in seguito viene formulata la diagnosi. In caso di dubbi, è ovviamente possibile esaminare l’intero Pap test, come avveniva prima dell’introduzione dell’intelligenza artificiale.
È possibile distinguere diversi livelli per i risultati positivi?
Sì. I risultati dei test, infatti, possono essere negativi (fortunatamente nella maggior parte dei casi), ma possono anche evidenziare alterazioni lievi o più marcate. A seconda dell’entità delle alterazioni, il trattamento della paziente da parte del ginecologo può variare. In linea di massima, tuttavia, nella maggior parte dei casi, in presenza di un risultato positivo la paziente viene sottoposta a controlli a intervalli più ravvicinati oppure viene indirizzata a una visita ginecologica di approfondimento.
Quanti test risultano negativi e quanti positivi?
Oltre il 90% dei test effettuati sulle donne che partecipano allo screening è negativo.
Come vengono informate le pazienti?
Il risultato dell’esame di screening, indipendentemente dal tipo di test, viene comunicato immediatamente per lettera al medico che ha prescritto l’esame – di norma un ginecologo – e alla paziente stessa.
È necessaria una formazione specifica per utilizzare questo software?
Tutti i citologi che utilizzano l’intelligenza artificiale hanno completato una formazione specifica prima di iniziare a utilizzarla.
Sono previsti altri acquisti di questo genere nel Suo Servizio?
L’uso dell’intelligenza artificiale nella diagnostica citologica e istologica non è un’opzione, piuttosto un’evoluzione inevitabile del nostro lavoro, di cui attendiamo con entusiasmo lo sviluppo, poiché aprirà nuove prospettive per noi medici e per i pazienti. Abbiamo iniziato con il Pap test; vedremo cosa ci riserverà il futuro…
Sabine Flarer/traduttrice: Maria Murgia

