"Fare il possibile, senza perdere lucidità né umanità"

29/06/2026, 08:45

Il 38enne Patrick Clauser è da pochi mesi Coordinatore infermieristico al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Brunico. Un nuovo ruolo per una scelta di vita che lo vede sempre in prima linea nell’assistenza alle persone.

Patrick Clauser (Foto: privata)
Patrick Clauser (Foto: privata)

Originario della Val di Non, Patrick Clauser ripercorre il suo cammino professionale con autenticità e consapevolezza. Oggi è Coordinatore infermieristico al PS di Brunico, dopo 8 anni passati al Reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Bolzano e i successivi 6 trascorsi al Pronto Soccorso sempre nel nosocomio bolzanino.

“Ho iniziato la mia carriera a Bolzano, dove ho lavorato otto anni in Ortopedia. È stata un’esperienza fondamentale per la mia crescita professionale ma dentro di me c’è sempre stata una forte attrazione per l’area critica”, racconta Clauser.

Il passaggio al Pronto Soccorso arriva in un momento storico difficilissimo, come quello della pandemia Covid. Una scelta che nasce da una motivazione profonda: “In quel periodo, abbiamo trovato spirito di squadra e senso di appartenenza. Per quanto drammatica, è stata un’esperienza intensa e unica, segnata da una forte coesione nel team. Sentivi chiaramente che avevamo tutti uno scopo comune”.

Ma il Pronto Soccorso significa anche confrontarsi con la morte. Un aspetto delicato ma che è parte del lavoro. 

“Io la affronto in modo analitico: mi chiedo se abbiamo fatto tutto il possibile. Se la risposta è sì, riesco ad accettare l’evento – spiega – ma ci sono situazioni che lasciano il segno, soprattutto se capita di assistere alla disperazione della famiglia della persona deceduta”.

Tuttavia, per lui è fondamentale mantenere un giusto equilibrio perché troppa empatia può comportare dei rischi: “Portarsi tutto a casa è pericoloso. Da infermiere del Pronto Soccorso devi considerare la morte come parte del lavoro, senza però mai rinunciare al lato umano. Devi comprendere cosa prova la persona, ma non immedesimarti completamente. Se ti fai coinvolgere troppo, rischi di perdere lucidità”.

Sulle aggressioni e lo stress, una realtà purtroppo crescente per chi lavora nell’ambito dell’emergenza, Clauser risponde così: “Anche io le ho vissute e subite. Dopo un’aggressione, ti rimane un senso di agitazione, che incide sulla concentrazione”.

Allo stesso tempo, apprezza e sottolinea i passi avanti fatti dall’Azienda sanitaria per ovviare a questi episodi: “L’Azienda sanitaria è sempre più attenta, sia con supporti tecnologici che con la presenza delle guardie giurate”. 

Sul nuovo capitolo della sua carriera lavorativa, Clauser racconta di aver scelto di cambiare, anche per motivi personali: “Lasciare Bolzano è stato, al contempo, il momento più bello e più difficile. Intorno a me, ho sentito tanto affetto e questo ti fa capire che hai lavorato bene. Poi a Brunico ho trovato un’accoglienza eccezionale e mi trovo molto bene a lavorare qui”.

La chiosa è la sua personale visione di ciò che dovrebbe fare un Coordinatore infermieristico: “Deve lavorare per il suo team. Se il team sta bene, riesce a dare il meglio anche ai pazienti”.

Rocco Leo