«Prevenire l’ictus? Sì, con la neuroradiologia interventistica»
Si è tenuto venerdì, 10 ottobre, la seconda edizione del congresso “Dolomites Interventional Neuroradiology” organizzato dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
Il convegno, tenutosi all’EURAC di Bolzano, ha avuto come focus l’importanza di un approccio multidisciplinare alla patologia carotidea e il ruolo centrale della neuroradiologia interventistica nel trattamento delle occlusioni di questa importantissima arteria, che possono causare l’ictus cerebrale.
Il Direttore sanitario, Josef Widmann, ha inaugurato così i lavori: «Noi tutti sappiamo bene quanto sia grande l’impatto di una patologia del tratto della carotide in termini sociali, sanitari e anche economici. Negli ultimi anni, l’evoluzione del trattamento di questo ambito vascolare è stata notevole e sono convinto che lo scambio di esperienze di oggi sarà indubbiamente proficuo».
«La medicina contemporanea richiede competenze sempre più specialistiche e, di conseguenza, una stretta collaborazione tra diverse figure sanitarie è necessaria per avere percorsi di cura completi e personalizzati – ha spiegato Alessio Comai, Primario facente funzioni del Servizio di Neuroradiologia di Bolzano e responsabile scientifico del convegno –. L’arteria carotide collega il corpo al cervello e, per questo, è un territorio di confine dove convergono gli interessi di diverse discipline cliniche, diagnostiche e chirurgiche. Il ruolo della neuroradiologia interventistica consiste soprattutto nel trattamento delle occlusioni che causano ictus ischemico acuto. Una delle principali rivoluzioni in ambito medico degli ultimi decenni è che, se eseguito in tempo utile, tale trattamento può consentire di evitare l’infarto cerebrale e le sue temibili conseguenze».
Giosuè Gulli, Primario della Neurologia dell’Ospedale di Bolzano, anch’egli responsabile scientifico del convegno, ha aggiunto: «Lo scopo principale della conferenza, oltre a quello divulgativo-scientifico, è fare rete – sia internamente all’Azienda sanitaria dell’Alto Adige sia all’esterno, guardando al Triveneto – tra le professionalità che lavorano nell’ambito delle malattie cerebrovascolari. Porteremo l’esperienza di Bolzano nel trattamento della rivascolarizzazione della carotide poiché siamo di fatto tra i migliori centri del Norditalia».
Anche Reinhold Perkmann, Primario del Reparto di Chirurgia vascolare e toracica, si è soffermato sull’importanza della collaborazione in ambito medico e del progresso scientifico relativamente alle patologie della carotide: «Avere a disposizione nuova strumentazione per affrontare questo tipo di patologia è importantissimo, specie se consideriamo che il tempo è un fattore determinante per evitare che sempre più tessuto cerebrale venga danneggiato».
Il pensiero di Federica Ferro, Primaria di Radiologia dell’Ospedale di Bolzano, è sulla stessa lunghezza d’onda: «In questo campo, è fondamentale l’interazione tra il radiologo, il neuroradiologo e il chirurgo vascolare, insieme ovviamente al neurologo, perché con l’apporto di tutte queste figure professionali si riesce a trovare più facilmente la soluzione migliore nel trattamento del paziente».
Informazioni per i Media: Ripartizione Comunicazione, Azienda sanitaria dell’Alto Adige, Tel. 366 638 2268
RL
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- Dott. Alessio Comai, Primario facente funzioni del Servizio di Neuroradiologia di Bolzano » [IMG 7 MB]
- Dott. Giosuè Gulli, Primario di Neurologia/Stroke Unit, Ospedale di Bolzano » [IMG 7 MB]
- Da sinistra, i Primari Federica Ferro, Alessio Comai e Reinhold Perkmann » [IMG 6 MB]
- Dott. Reinhold Perkmann, Primario Chirurgia Vascolare e Toracica, Ospedale di Bolzano » [IMG 6 MB]
- Il programma » [PDF 1 MB]



