Mental health week 2025
Dal 19 al 25 maggio si richiama l’attenzione dei cittadini di tutti i Paesi europei sul fatto che le malattie psichiche, ad oggi, rappresentano il più grande pericolo sanitario per l’umanità. Il Primario Roger Pycha, Roger Pycha, Coordinatore EAAD Alto Adige, spiega perchè è importante prestare attenzione.
L’Alleanza europea contro la depressione (European Alliance Against Depression, EAAD) sostiene le campagne di sensibilizzazione in merito incoraggiando le persone affette di cercare attivamente aiuto. L’EAAD è una rete europea che in Alto Adige è coordinata dall’Azienda sanitaria e svolge un’adeguata attività di prevenzione.
Una persona su tre nel corso della sua vita sviluppa un disturbo mentale che richiederebbe trattamento. Tuttavia, in media, in un dato momento solo il 2-3% della popolazione è in trattamento psichiatrico. Questo grande scarto può indicare da un lato che molti sofferenti sono guariti. Dall’altro lato significa sicuramente che molte persone soffrono clandestinamente e non si fanno curare.
In realtà, gran parte dei disturbi mentali sono temporanei. Le persone colpite completano con successo le psicoterapie o i trattamenti farmacologici e cercano di dimenticare o reprimere l’accaduto. Il contatto con la psichiatria o con gli psicoterapeuti non è qualcosa di cui si parla volentieri o che si include nella storia della propria vita: la nostra società non è ancora abbastanza matura per una tale apertura. Le persone raccontano di gambe rotte, mal di schiena o di testa. Ma i disturbi causati dall’ansia, la depressione, le dipendenze e le compulsioni sono tenuti sotto silenzio. Coloro che soffrono di malattie psichiche sono ben lontani dall’essere trattati alla pari di chi ha afflizioni fisiche.
Alcuni disturbi psichici sono curabili ma possono ripresentarsi nel corso della vita: anche se guariscono, la depressione ricorrente, la malattia bipolare o il disturbo schizoaffettivo possono inframezzare un’esistenza normale con parentesi di ricadute. Queste comportano un onere altrettanto pesante per le famiglie e le/i partner, tanto che spesso è necessario un trattamento farmacologico duraturo come misura preventiva. Queste terapie possono ridurre la frequenza, l’intensità e la durata delle fasi di malattia ma, solitamente, non sono in grado di prevenire del tutto il reiterarsi del disturbo. In questi casi, la vita può diventare una lotta quotidiana con molti compromessi.
Alcune malattie della psiche diventano croniche, esattamente come alcune fisiche. Ad esempio, il diabete, l’ipertensione, l’artrite sono afflizioni permanenti con cui bisogna imparare a convivere. Un terzo di tutte le persone che soffrono di schizofrenia rimane gravemente ammalato a lungo termine e il percorso riabilitativo deve seguire un iter più o meno intenso. Un altro terzo, invece, guarisce in gran parte o completamente.
La psichiatria e la psicologia clinica moderne hanno sviluppato grandi approcci terapeutici per le sofferenze mentali. Nulladimeno il trattamento e la guarigione psichiatrica sono appesantiti dallo stigma, i malati si vergognano del loro malessere e delle rispettive cure. Questa complicanza la possiamo evitare noi tutti insieme, è una sfida di apertura per la nostra società.
Le basi scientifiche più solide di cui disponiamo sono quelle relative alla depressione. Ciò dipende anche dal fatto che, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione è diventata la più significativa tra tutte le malattie del nostro pianeta in termini di gravità e durata della menomazione.
Il 70% di tutte le depressioni lievi e moderate può essere trattato con successo con la psicoterapia. Il 70% di tutte le depressioni più gravi, invece, con farmaci antidepressivi. La combinazione di entrambi i metodi, spesso utilizzata, migliora naturalmente le possibilità di guarigione. Nel 50% dei casi, anche la privazione del sonno è temporaneamente efficace contro la depressione. Nel caso della cosiddetta depressione invernale, invece, la terapia della luce aiuta il 70% delle persone colpite. Con la terapia elettroconvulsivante, la metà delle persone resistenti ad altre terapie può ancora guarire.
Cifre così indicative e considerazioni chiare sono di per sé incoraggianti. Se poi si aggiunge anche che, in tutti gli studi scientifici sull’efficacia delle misure antidepressive, in media il 30% delle persone esaminate ha notato un miglioramento della propria depressione anche quando sono stati somministrati dei placebo, cioè dei farmaci fittizi che non contengono un principio attivo, diventa chiaro quanto siano importanti in psichiatria e in psicologia clinica una gestione adeguata, un comportamento empatico e il saper infondere fiducia. Il credere e l’aver fiducia nella guarigione possono avere un impatto molto positivo. A lungo andare, la persona colpita può davvero guarire se stessa.
Informazioni per la stampa: Primario Roger Pycha, Coordinatore EAAD Alto Adige
Roger Pycha/SF