L’ondata di caldo aumenta il rischio di incidenti balneari mortali
Con il perdurare delle ondate di calore, sempre più persone si recano a laghi, fiumi e al mare. Parallelamente aumenta anche il numero degli incidenti balneari con esito mortale. L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige lancia un appello alla prudenza: molte di queste tragedie potrebbero essere evitate adottando comportamenti corretti e responsabili in acqua.
Caldo e balneazione vanno di pari passo. Con temperature che in questi giorni superano abbondantemente i 30 gradi, non c'è infatti nulla di più piacevole che immergersi in acqua fresca, sia in piscina, al lago o al mare. Ma, com’è noto, l’acqua può nascondere insidie e il caldo porta con sé anche un aumento degli incidenti in acqua con esito fatale, come evidenzia una recente analisi dei dati del portale statistico tedesco Statista. Nel giugno 2025 in Germania sono annegate 69 persone, mentre nel giugno 2026 le vittime sono state ben 99, cioè trenta in più. Un dato che coincide con l'aumento delle giornate particolarmente calde: nel giugno 2025 in Germania la media dei giorni con almeno 30 gradi Celsius è stata di 4,0, mentre nel giugno 2026 è salita a 8,5 giorni, più del doppio.
L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) aveva già richiamato l'attenzione sul fenomeno, ricordando che in Italia ogni anno circa 300 persone muoiono per annegamento. Nel biennio 2024-2025 sono stati registrati complessivamente 604 incidenti balneari mortali.
Le vittime sono soprattutto uomini, che rappresentano oltre l'80% dei casi. Anche l'età è un fattore determinante: quasi una vittima su tre aveva più di 65 anni. Nemmeno i personaggi noti sono immuni da questo rischio. Solo pochi giorni fa il corpo dell'ottantaquattrenne Luigi Cavallari è stato recuperato dal lago di Vico, a nord-ovest di Roma, dopo settimane di ricerche. Il marito della Ministra italiana per la Famiglia, Eugenia Roccella, si era tuffato nel lago nel mese di giugno per rinfrescarsi e non era più riemerso.
Le persone anziane dovrebbero prestare particolare attenzione quando fanno il bagno durante l'estate, sottolinea la Dott.ssa Sibylle Mair, vice Primaria del Reparto di Medicina interna dell'Ospedale di Brunico: “Con l'età il sistema cardiovascolare è meno capace di adattarsi e reagisce meno efficacemente agli improvvisi stimoli del freddo rispetto a quello delle persone più giovani. Il rischio è maggiore anche per chi soffre di ipertensione, patologie cardiache o diabete. L'improvviso contatto con l'acqua fredda può provocare bruschi aumenti della pressione arteriosa, infarti o favorire l'insorgenza di aritmie cardiache”.
Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, la maggior parte degli incidenti si verifica in mare, nei laghi, nei fiumi e nei canali. Complessivamente questi ambienti rappresentano circa il 93% di tutti gli annegamenti registrati. Le piscine fanno registrare un numero inferiore di decessi, ma qui le vittime sono soprattutto bambini e adolescenti. Nel complesso, quasi un quarto degli incidenti balneari riguarda bambini, adolescenti e giovani fino a 24 anni.
L'ISS raccomanda quindi di prestare particolare attenzione ai bambini: in Italia, ogni anno, in media 16 bambini sotto i 14 anni muoiono per annegamento.
“I bambini dovrebbero innanzitutto sapere nuotare”, sottolinea la vice Primaria Mair. “Non dovrebbero mai essere lasciati senza sorveglianza e, prima di entrare in acqua, dovrebbero abituarsi gradualmente alla temperatura. È importante anche proteggerli dal sole, far indossare un copricapo e garantire un'adeguata idratazione”.
Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, molti incidenti balneari potrebbero essere evitati. Ma a cosa bisogna prestare particolare attenzione? Tuffarsi in acqua fredda subito dopo essersi esposti al sole non è una buona idea, spiega Mair: “La rapida costrizione dei vasi sanguigni sottopone cuore e circolazione a uno stress notevole e può provocare un collasso. Anche le persone sane possono accusare disturbi come difficoltà respiratorie improvvise o aritmie cardiache in seguito a un raffreddamento così brusco”.
È importante inoltre riconoscere i segnali di allarme, come sintomi di surriscaldamento quali vertigini, nausea, mal di testa o un generale senso di malessere.
Dopo aver consumato alcolici è opportuno evitare del tutto di fare il bagno, poiché l'alcol provoca la dilatazione dei vasi sanguigni e può favorire svenimenti. Inoltre altera la percezione delle proprie capacità.
Dopo un pasto abbondante, la specialista consiglia di attendere dai 30 ai 60 minuti prima di entrare nuovamente in acqua, poiché in quel periodo l'organismo è impegnato nella digestione.
Quali sono invece i rischi più frequentemente sottovalutati dai bagnanti? La vice Primaria Mair risponde: “La sopravvalutazione delle proprie forze, le correnti e la bassa temperatura dell'acqua sotto la superficie”.
Il messaggio degli esperti è quindi chiaro: molti incidenti balneari mortali potrebbero essere evitati. Informarsi preventivamente sulle condizioni del luogo di balneazione, rispettare gli avvisi di sicurezza e comportarsi con prudenza, consente di ridurre sensibilmente il rischio.
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