Conferenza stampa #primotempo dell’Assessore Hubert Messner: promuovere la salute, rafforzare la rete dei servizi
Attraverso una profonda riorganizzazione, il sistema sanitario altoatesino cambia rotta, passando da un modello focalizzato principalmente sulla cura delle malattie a un sistema sanitario e di prevenzione capace di tutelare la salute, mettere in rete i servizi assistenziali e accompagnare le persone nel lungo periodo. Lo ha sottolineato Hubert Messner, Assessore provinciale alla Prevenzione sanitaria e Salute, durante la conferenza stampa di metà mandato #primotempo tenutasi il 20 luglio a Castel Firmiano.
Promuovere la salute prima che insorga la malattia
Con il nuovo Piano provinciale della prevenzione viene definito un quadro strategico comune per la promozione della salute. La prevenzione inizia in famiglia, a scuola e nella vita quotidiana. Attraverso il tavolo di lavoro “Scuola e Salute” vengono rafforzati i temi dell’alimentazione, dell’attività fisica, delle competenze di vita e della prevenzione delle dipendenze. Programmi come “Scuola in movimento”, “Sostegno familiare precoce” e “Prima infanzia” accompagnano bambini e famiglie fin dai primi anni di vita.
È stato inoltre ampliato il sostegno nell’ambito della salute mentale: una rete provinciale, il supporto psicologico telefonico, il potenziamento della psicologia scolastica, la prevista psicologia di base e nuovi servizi di consulenza familiare offrono un sostegno a bassa soglia.
Con il progetto di ricerca CHRIS Future, l’Alto Adige investe inoltre nella prevenzione personalizzata. A ciò si aggiungono una strategia per la medicina di genere, le visite domiciliari dell’assistenza infermieristica di famiglia e di comunità e nuove linee guida sulle dipendenze. Campagne informative dedicate all’attività fisica, alle vaccinazioni, all’endometriosi, alla prevenzione dell’abuso di alcol, del suicidio e alla contraccezione completano l’offerta.
«La prevenzione è il fondamento di un sistema sanitario sostenibile. Il nostro obiettivo è aiutare le persone a mantenersi in buona salute il più a lungo possibile», ha sottolineato Messner.
Potenziati i servizi sanitari di prossimità
L’assistenza territoriale continua a essere rafforzata, in particolare per le persone affette da patologie croniche. «Non ogni problema di salute deve necessariamente portare in ospedale. Ciò che conta è ricevere un aiuto rapido e coordinato nel posto giusto», ha spiegato Messner.
Attualmente sono operative sette Case della Comunità (Bolzano, Bressanone, Laives, Naturno, Malles, Chiusa e San Candido). Entro il 2028 il loro numero salirà a dodici. Queste strutture integrano servizi sanitari e sociali, ampliando l’offerta assistenziale sul territorio.
Sono già attivi gli Ospedali di Comunità di Bolzano e Merano, mentre una nuova struttura è in fase di realizzazione a Egna. Cinque centrali operative territoriali a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico ed Egna garantiscono inoltre il coordinamento tra ospedali, servizi territoriali e cure intermedie.
Un ulteriore tassello entrerà in funzione a fine estate 2026 con il numero unico sanitario 116117. Il servizio sarà inizialmente attivo nell’area di Bolzano e successivamente in tutta la provincia, fornendo orientamento e indirizzando al servizio competente 24 ore su 24 verso il servizio più adeguato.
Grazie al potenziamento dell’assistenza domiciliare, della presa in carico centrata sulla famiglia e delle cure palliative, si sta sviluppando una rete di servizi sempre più integrata.
Rafforzare il sistema sanitario nel lungo periodo
Per garantire la sostenibilità del sistema sanitario, l’Alto Adige continua a investire in personale, formazione e infrastrutture. Nonostante l’aumento annuale delle prestazioni sanitarie di circa il 10%, si registrano miglioramenti nei tempi di attesa sia per le prestazioni prioritarie sia per quelle programmabili. Anche il tempo medio di risposta del Centro Unico di Prenotazione è sceso al di sotto dell’obiettivo fissato di un minuto.
Seguendo il principio di «un ospedale con sette sedi forti», gli ospedali altoatesini saranno sempre più integrati in una rete unica. Grazie a una maggiore collaborazione tra specialità, a una gestione centralizzata dei posti letto e a una pianificazione condivisa delle sale operatorie, sarà possibile utilizzare meglio le risorse e garantire un'assistenza più rapida alle pazienti ed ai pazienti.
“Nessun sistema sanitario può funzionare senza il lavoro e la motivazione del proprio personale”, ha sottolineato Messner, ringraziando tutti coloro che ogni giorno si impegnano per la salute della comunità altoatesina. L’Assessore provinciale ha quindi ricordato gli importanti investimenti effettuati per migliorare le condizioni di lavoro e la formazione, introducendo nuovi contratti collettivi, la settimana lavorativa di 36 ore per il personale infermieristico, strategie di reclutamento più moderne, il potenziamento della formazione medica a Bolzano, l’erogazione di borse di studio, l’attivazione di tirocini e l’avvio di collaborazioni internazionali. Attualmente, circa 270 medici specializzandi stanno seguendo un percorso di formazione presso l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
«La tendenza è positiva, anche se i cambiamenti richiedono tempo», ha concluso Messner. Al centro dello sviluppo del sistema sanitario continuano ad esserci le persone assistite e le professioniste ed i professionisti che ogni giorno operano nel settore della salute.«La tendenza è positiva, anche se i cambiamenti richiedono tempo», ha concluso Messner. Al centro dello sviluppo del sistema sanitario continuano ad esserci le persone assistite e le professioniste ed i professionisti che ogni giorno operano nel settore della salute.
LPA/IB

