Affrontare la demenza con competenza e umanità
Essere ben informati è fondamentale per assistere le persone affette da demenza con attenzione, competenza e umanità.
Giovedì 23 aprile, a Egna, si è tenuto l’appuntamento serale della serie “Forum Salute Alto Adige” dedicato al tema della demenza. Il Direttore sanitario, il dott. Josef Widmann, ha sottolineato l’obiettivo della rassegna di incontri: trasmettere informazioni direttamente alla popolazione attraverso il personale esperto dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige.
Alla serata era presente anche l’Assessore provinciale alla Salute, il dott. Hubert Messner, che ha sintetizzato il tema dell’evento come segue: «La demenza non è solo una sfida medica, ma anche sociale, che coinvolge profondamente le persone colpite e le loro famiglie. Il nostro obiettivo è migliorare in modo duraturo la qualità della vita attraverso informazione, diagnosi precoce e una rete solida di assistenza, accompagnando le persone nel loro quotidiano nel miglior modo possibile. Eventi come il Forum Salute contribuiscono in modo significativo a questo obiettivo, promuovendo informazione e consapevolezza».
Essere ben informati è fondamentale per affrontare le malattie afferenti alla demenza con attenzione, competenza e umanità. Solo così è possibile individuarle prima possibile, diagnosticarle correttamente e curarle adeguatamente. Ed è proprio da questi aspetti che è partita la serata informativa. La dott.ssa Francesca Lubian ha definito la demenza un argomento “multiprofessionale”: «Demenza è un termine generico che descrive un declino progressivo e persistente delle capacità cognitive», ha affermato la primaria di Geriatria a Bolzano.
Secondo l’Osservatorio Salute, in Alto Adige sono poco più di 5.000 le persone affette da demenza, due terzi delle quali sono donne. Ogni anno si aggiungono circa 1.200 nuovi casi, mentre circa 1.000 persone muoiono a causa di questa malattia.
Nella diagnosi, la medicina nucleare svolge ormai un ruolo importante. Come ha spiegato il dott. Alessandro Spimpolo, la diagnosi dei disturbi cognitivi può essere anticipata e migliorata prima che i cambiamenti siano evidenti: «Possiamo prenderci cura dei nostri cari con precisione, tempestività e dignità», sottolinea Spimpolo descrivendo il ruolo della medicina nucleare.
Sempre nella diagnosi, è poi la Memory Clinic a svolgere un ruolo davvero centrale. Maria Improta, Coordinatrice della Memory Clinic di Bolzano, ha illustrato lo svolgimento di una visita e la collaborazione multidisciplinare.
Le proiezioni prevedono che il numero dei casi di demenza triplicherà entro il 2050. La dott.ssa Ingrid Ruffini, Primaria di Geriatria all’Ospedale di Merano, ha concluso la serata con una buona notizia, poiché «quasi la metà dei casi di demenza è potenzialmente evitabile». Sebbene non sia possibile prevenire tutti i casi, il rischio può essere notevolmente ridotto. Infine, la dott.ssa Ruffini ha fornito 10 consigli pratici per uno stile di vita sano, che aiuti a ridurre il rischio di sviluppare la demenza: «In sintesi, direi che un cuore sano, un cervello attivo e una buona vita sociale sono la migliore prevenzione contro la demenza».
Durante la discussione della seguente tavola rotonda è stato evidenziato come la demenza sia molto più di una diagnosi medica. Infatti, essa rappresenta anche una grande sfida sociale. Dietro ogni paziente ci sono i suoi cari, spesso si occupano in prima persona dell’assistenza e della cura e questo per anni. Il messaggio finale, quindi, è rivolto proprio a queste persone, che svolgono un lavoro enorme e meritano sostegno, riconoscimento e offerte di aiuto concrete.
Informazione per i media:
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IG/RL
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- Le Dott.sse Miriam Insam, Francesca Lubian e Ingrid Ruffini (foto: Ivo Corrà) » [IMG 6 MB]
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- Dott. Alessandro Spimpolo (foto: Ivo Corrà) » [IMG 8 MB]



