“Sicurezza dei pazienti significa anche sicurezza dei collaboratori”

20/11/2023, 23:00

L’istituzione dell’Unità organizzativa per il Governo Clinico è stata prevista con la Legge Provinciale n. 3 del 2017. Una delle attività più importanti di questo Servizio è il Risk Management clinico. Il Direttore reggente, il medico specialista Oliver Neeb, ne spiega le aree di attività.

La definizione può apparire un po' altisonante, ma sottende in modo molto chiaro alla buona assistenza: "La governance clinica è sinonimo di miglioramento continuo dei servizi e di garanzia di elevati standard assistenziali, al fine di creare condizioni ottimali per la promozione dell'eccellenza clinica", afferma Oliver Neeb. Qualità, efficienza, appropriatezza, accreditamento, gestione dei processi, dei documenti e dei rischi sono temi importanti per i quali questo Servizio supporta la Direzione aziendale, lavorando a stretto contatto e a livello tecnico sia con la Direzione sanitaria che con la Direzione tecnico-assistenziale.

Egli stesso svolge un doppio ruolo: da un lato, è Direttore reggente dell’Unità organizzativa per il Governo Clinico e, dall'altro, svolge l’attività di Risk-Manager a livello aziendale. "Il Risk-Management è una parte importante della leadership clinica, ma solo una parte. L'identificazione e la valutazione del rischio, la gestione delle misure per la riduzione del rischio, il controllo del rischio residuo e la revisione periodica delle misure di miglioramento adottate, rappresentano il ciclo logico per un buon approccio al Risk-Management", spiega Neeb. 

Il team per la gestione clinica può essere paragonato al maestro dei detective, Sherlock Holmes: "Individuiamo gli eventi, esaminiamo i dati e i report e poi cerchiamo di elaborare possibili soluzioni e approcci di miglioramento in occasione dei cosiddetti ‚Safety boards‘ settimanali", afferma Neeb. In termini concreti questo significa, ad esempio, che se viene segnalata la circolazione di un farmaco con un'etichetta in una lingua straniera, Oliver Neeb, i suoi collaboratori e le sue collaboratrici analizzano il caso: come è potuto accadere? Quali soluzioni sono disponibili? È sufficiente apporre una nuova etichetta su quella esistente? Questo risolverà il problema anche per il futuro? Neeb attribuisce particolare importanza al principio secondo cui tutto ciò che può essere fatto a livello di Comprensorio debba rimanere lì: "Se qualcuno, a livello comprensoriale, ha una buona soluzione, allora deve continuare ad utilizzarla. A volte ha senso estendere la gestione di un processo ormai consolidato ad altri Comprensori, altre volte no: sarebbe un'assurdità spegnere qualcosa che funziona bene".

Un altro esempio che Neeb cita riguarda la sicurezza dei collaboratori e delle collaboratrici: è accaduto che un dispositivo medico perdesse del liquido che sarebbe stato pericoloso in caso di esposizione. Il Risk-Team ha immediatamente cercato delle soluzioni insieme agli specialisti competenti e le ha trovate: andava adottata una tecnica differente per maneggiare il prodotto. Dopo tutto, la sicurezza del personale è sempre sinonimo di sicurezza del/della paziente - e viceversa, tutto ciò che va a vantaggio del/della paziente, in termini di miglioramento della qualità, protegge anche i collaboratori e le collaboratrici. 

Ma è possibile citare anche problematiche più semplici come quella di una porta: a seguito della richiesta di risarcimento da parte di una visitatrice che si era rotta il polso a causa della rischiosa apertura di una porta scorrevole, è stata organizzata un'ispezione sul luogo dell’incidente. Dopo il sopralluogo il sensore della porta è stato sostituito con l'aiuto della Ripartizione tecnica e regolato per essere più sensibile. "Spesso si verificano carenze che possono essere corrette con relativa facilità. Tuttavia, se non si interviene, il problema può diventare serio", così Neeb.

Per mantenere una visione d'insieme ed essere in grado di agire tempestivamente, è importante che i reclami, le richieste di risarcimento danni, le diverse segnalazioni nonché gli eventi sentinella vengano sincronizzati grazie al programma “Incident Reporting System” (IRS). Un evento avverso può iniziare come un semplice reclamo, svilupparsi in una richiesta di risarcimento danni e allo stesso tempo richiedere un'analisi dal punto di vista legale in termini di evento sentinella, farmacovigilanza o vigilanza sui dispositivi medici. "Si tratta di questioni spiacevoli per l'Azienda sotto diversi punti di vista: da un lato, l'immagine ne risente sempre e, dall'altro, l'eventuale risarcimento dei danni potrebbe essere rilevante in termini assicurativi", afferma Neeb.

Il fatto che cinque operatori assicurativi internazionali abbiano risposto all'ultima gara d'appalto è un ottimo segnale: "Solo chi può dimostrare nero su bianco che si sta facendo molto per garantire e ottimizzare ulteriormente la qualità e la sicurezza è interessante per il mercato assicurativo. Ecco perché le certificazioni e gli accreditamenti da parte di enti neutrali sono estremamente importanti. Sono orgoglioso di poter dire che siamo l'unica Azienda sanitaria in Italia ad essere riuscita a stipulare una polizza senza franchigia.”

Un esempio di certificazione volontaria è quella ottenuta da "Phoenix 5.0", un sistema di riferimento ampiamente riconosciuto per la gestione del rischio nel settore sanitario, che è partito da una sorta di "fotografia del rischio" nella nostra Azienda. A questo scopo è stata coinvolta anche la rinomata Università "LUISS" (Libera Università degli Studi Sociali) di Roma. Poche settimane fa, l'Azienda sanitaria dell’Alto Adige è stata la prima, in Italia, a ricevere questo riconoscimento. In linea con questo sistema di gestione del rischio, 54 persone dell'area clinica sono state formate come referenti per il Risk-Management e collaboreranno, insieme all’Unità organizzativa per il Governo Clinico, con i diversi reparti e servizi. "È importante avere una struttura capillare", conclude Neeb. Si sta già lavorando per ottenere il secondo livello di certificazione che impone requisiti ancora più elevati all'organizzazione.

La prevista certificazione con "Accreditation Canada" è ancora più ampia; copre un numero ancora maggiore di aree e pone anche requisiti per l'assistenza territoriale. "Se tutto va bene, riceveremo questa certificazione nella primavera del prossimo anno", spiega Neeb. Il Risk-Manager aziendale lancia, inoltre, un appello rispetto ad un cambiamento culturale: "Dobbiamo sensibilizzare le persone ai temi della sicurezza. Il motto deve essere: 'no blame, no shame', cioè non temere la vergogna o l'imbarazzo quando si segnala un incidente. Anche i cosiddetti ‘near misses’ (83 casi segnalati nel 2022) sono importanti come 'lezioni gratuite' per individuare delle misure di miglioramento".

Esistono diverse modalità per inoltrare una segnalazione: ai/alle Responsabili del Risk-Management, ai/alle Responsabili della Qualità, agli/alle Incaricati/e del CIRS, ai/alle Risk-Manager degli ospedali e al Servizio di Governo Clinico. Chiunque può inserire una problematica o un incidente nel sistema di segnalazione IRS, che è accessibile tramite l’intranet aziendale alla voce Quality&Risk-Management, anche in forma anonima se lo desidera. Quest'area è attualmente in fase di riprogettazione: è in corso l'implementazione di un nuovo software di gestione del rischio che sostituirà il vecchio sistema, obsoleto e troppo lento, entro la primavera del 2024. Si tratta di una soluzione innovativa con una combinazione di diversi moduli che consentiranno di ottenere dei report da determinati ambiti come, ad esempio, i reclami, le cadute, le richieste di risarcimento e la segnalazione di incidenti, permettendo una gestione professionale degli audit e delle misure da intraprendere. 

"Le questioni più importanti vengono trattate anche dal Comitato per il Risk-Management dell'Azienda; se è necessario prendere decisioni a livello aziendale, ad esempio per l'acquisto di nuove tecnologie, queste vengono presentate in tale sede", sottolinea Neeb. Tutti gli incidenti vengono riassunti in un report annuale, noto come Rapporto Gelli, e presentati ai/alle Responsabili, anche in occasione delle riunioni dei Primari e dei Coordinatori. Il Direttore reggente è particolarmente orgoglioso del suo team: "Siamo molto ben organizzati professionalmente e disponiamo di un team interdisciplinare proveniente da tutti i Comprensori. Oltre ai collaboratori e alle collaboratrici del Servizio a livello comprensoriale, che sono il primo punto di contatto sul posto, 16 medici degli ospedali sono stati nominati, in accordo con le Direzioni, per lavorare sulle analisi dei casi CIRS e degli eventi sentinella. Costituiscono la rete aziendale medica per Il Risk-Management. Nello specifico, il nostro team a livello strategico e aziendale presso la sede centrale di Bolzano è composto da un Responsabile per il Risk-Management (Oliver Neeb), da una Quality & Patient Safety Manager (Sandra Girardi), da un/una Quality & Process Manager (attualmente vacante), da una Quality & Document System Manager (Evelyn Gruber Fischnaller), da una Quality & Accreditation Manager (Milena Cattelan) e da un Responsabile dell'Antimicrobial Stewardship (Leonardo Pagani), al quale si aggiungeranno presto altri due medici. Siamo inoltre supportati da due collaboratrici amministrative.  Nelle sedi operative di Bolzano, Bressanone, Brunico e Merano, i/le Referenti della Qualità per la gestione clinica sono l'interfaccia più importante per gli stakeholder a livello locale".

Per Oliver Neeb, una cosa è fondamentale: "La qualità ha bisogno di visibilità: andiamo nei reparti/servizi, alle riunioni di Primari/e e Coordinatori/trici, cerchiamo sempre di fornire informazioni. Dopo tutto, dovrebbe essere scontato per ognuno di noi segnalare eventuali incidenti o quasi incidenti. Ci consideriamo un servizio per gli altri e non posso che sottolineare ancora una volta quanto sia importante impegnarsi per migliorare la qualità". Se "tutto tace" non significa necessariamente che non ci sia un potenziale di miglioramento: secondo Oliver Neeb, dove c'è silenzio, spesso c'è il pericolo di intervenire troppo tardi.

Sabine Flarer