Quando i neonati non riescono a deglutire

10/10/2024, 09:30

Nel mondo, 1,5 neonati/e ogni 10.000 nascono con un’interruzione dell’esofago, nota come atresia esofagea. Questi bambini e bambine possono sopravvivere solo con un intervento chirurgico tempestivo. Un’operazione di questo tipo è stata recentemente eseguita all’Ospedale di Bolzano su una neonata.

(Foto: privata)
(Foto: privata)

La piccola Milena (nome modificato su richiesta dei genitori) è nata prematura e pesava sotto i due chilogrammi. Meno di un paio di sacchetti di farina. È stata immediatamente trasferita nel Reparto di Terapia intensiva neonatale di Bolzano sotto la direzione del Primario Alex Staffler, dove il personale medico e infermieristico si è preso amorevolmente cura di lei.

“La causa esatta dell’atresia esofagea è ancora sconosciuta. Tale malformazione è un disturbo dello sviluppo che può verificarsi durante il periodo embrionale, quando l’esofago e la trachea si separano. La mancanza di collegamento con lo stomaco, che determina un’ostruzione esofagea, vede la presenza di una connessione con la trachea. Oggi, le bambine e i bambini affetti da questa malformazione hanno una possibilità di sopravvivenza che oscilla tra l’85 e il 95% dei casi, a differenza di quanto avveniva in passato, quando questa condizione significava morte certa. L’unico trattamento possibile consiste nell’operare il neonato prima possibile”, afferma Staffler.

Di base, esistono due tecniche chirurgiche per correggere anatomicamente l’esofago, spiegano il Primario Staffler e il Chirurgo pediatrico Michele Corroppolo. “Una di queste è molto più stressante per il bambino, ovvero l’incisione sul torace, vale a dire la toracotomia. Il metodo decisamente più delicato e recente è la procedura mininvasiva, che prevede solo tre minuscole incisioni di 3-5 millimetri nel torace. Fare un intervento con la cosiddetta tecnica toracoscopica è un po’ come operare attraverso il buco della serratura, per lo più su un corpo molto piccolo come quello di un bambino appena nato”, spiega Staffler.

Il chirurgo pediatrico Michele Corroppolo dell’équipe di Paola Zaupa, quest’ultima Medico responsabile della Chirurgia pediatrica, sottolinea che è la prima volta che questo intervento viene eseguito a Bolzano: “Sono qui all’Ospedale di Bolzano da due anni. In precedenza, lavoravo al nosocomio di Trento. Lì abbiamo usato questa tecnica diverse volte. La particolare difficoltà di questo caso era che Milena pesava meno di due chili al momento dell’operazione”.

Al terzo giorno di vita di Milena, è giunto il momento: l’operazione è stata eseguita proprio dal Dott. Corroppolo, insieme alle due colleghe chirurghe pediatriche Isolde Unterkalmsteiner ed Elena Borghi dell’Ospedale provinciale di Bolzano. L’anestesia è stata eseguita da Egon Glöggl, Responsabile dell’Anestesia pediatrica, e dalle specialiste Sara Cavallini e Maria Grazia Signoretti del Reparto di Terapia intensiva neonatale. L’intervento è durato complessivamente 3 ore. Poco tempo dopo, i genitori hanno potuto rivedere la piccola Milena. Da quel momento in poi, le cose sono andate sempre meglio, fino a quando la piccola ha raggiunto un peso di 2,6 chili ed è stato possibile farla tornare a casa insieme a mamma e papà.

“Sono molto contento della perfetta riuscita dell’operazione – sottolinea Staffler. La bambina ha potuto nutrirsi normalmente dopo appena due settimane”, ricorda il Primario, che tiene anche a sottolineare l’ottima collaborazione tra la sua équipe e quelle di Chirurgia pediatrica, Anestesia e Ginecologia, così come con il team infermieristico.

Anche il Dott. Michele Corroppolo è soddisfatto: “La bambina sta bene, ma continueremo a seguire Milena regolarmente fino all’età di 5–6 anni”.
Il chirurgo coglie anche l’occasione per menzionare la buona collaborazione con il Reparto di Terapia Intensiva Neonatale e il Reparto di Ostetricia: “Qui possiamo correggere molte malformazioni congenite, la maggior parte delle quali vengono riconosciute dalla competente équipe di diagnostica prenatale già durante la gravidanza. Ci vuole molto tatto e sensibilità per sostenere i genitori quando ricevono cattive notizie”.

Come lascito dell’operazione, la piccola paziente ha solo tre piccole cicatrici a ricordare quali miracoli la medicina moderna può compiere.

La madre di Milena vuole garantire alla figlia l’anonimato necessario affinché cresca come gli altri bambini: “Posso solo dire che siamo molto, molto grati e vorremmo cogliere l’occasione per incoraggiare altri genitori che vivono la stessa nostra situazione.
Nostra figlia è nata prematura e si è visto subito che non riusciva a deglutire. È stata portata dall’Ospedale di Merano, dove è nata, a quello di Bolzano, dove in seguito sono stata condotta anch’io in ambulanza. Milena era nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale, io in Ginecologia: una situazione difficile, anche se tutti sono stati gentili con me. Fortunatamente, l’operazione è andata bene e ci è stato detto che, probabilmente, Milena non avrà bisogno di altri interventi. Siamo estremamente felici: Milena ha preso 120 grammi in cinque giorni!”

Sabine Flarer/traduttore: Rocco Leo