No vuol dire no!
Molestie sessuali sul posto di lavoro non possono e non devono mai essere tollerate. Naturalmente, questo vale anche per l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. E nel caso in cui si verificassero comunque episodi di molestie sessuali? In questa eventualità, a chi può rivolgersi la vittima e quali misure possono essere messe in atto? Lo abbiamo chiesto alla Consigliera di Fiducia della Azienda Sanitaria, Stella Lazzarini.
L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige pone al centro della propria attenzione non solo la salute e il benessere dei pazienti, ma anche quello delle collaboratrici e dei collaboratori.
Per questo motivo, l’Azienda interviene con decisione contro qualsiasi comportamento discriminatorio che violi la dignità della persona, nonché contro qualsiasi forma di molestia sessuale. Se sul posto di lavoro si verificano comportamenti non professionali, entra in gioco la figura della Consigliera di fiducia. Si tratta di un’esperta esterna che, su richiesta, può intervenire rapidamente per garantire il diritto della persona a un ambiente di lavoro sicuro e nel quale sentirsi pienamente a proprio agio.
Per molestie sessuali non si intendono solo i contatti fisici indesiderati o le aggressioni sessuali, ma anche i commenti verbali o non verbali a connotazione sessuale. Questo comportamento indesiderato causa disagio alla vittima che si sente, appunto, molestata.
Il punto di contatto per le vittime di tali comportamenti all’interno dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige è la Consigliera di Fiducia. È importante che ogni dipendente ne sia a conoscenza perché, in questi casi, prima viene fatta la segnalazione, meglio è. “L’anno scorso mi sono stati segnalati un paio di casi di comportamenti non professionali, al limite della molestia, e che hanno condotto a un grave impatto emotivo sulle vittime”, così spiega la Consigliera Stella Lazzarini.
In primo luogo, le misure di prevenzione sono particolarmente importanti per evitare che le molestie sessuali si verifichino. “All’interno dell’Azienda sanitaria, tutte le strutture responsabili della salute e del benessere lavorano in rete. Esistono materiali informativi per il personale e corsi di formazione specifici per promuovere un comportamento interpersonale professionale e per imparare a gestire in modo adeguato le proprie emozioni. Bisogna anche fare in modo che il Codice degli obblighi di servizio e di comportamento sia conosciuto il più possibile sul posto di lavoro”, così spiega la Consigliera di Fiducia. Se si verifica comunque un caso di molestie sessuali, è necessaria una rapida azione da parte dei dirigenti e, su richiesta della persona che le subisce, l’intervento immediato della Consigliera di Fiducia.
Alla domanda su come vengano aiutate le vittime, Lazzarini risponde: "Il mio lavoro consiste nell’ascoltare le persone che si sentono vittime e nel consigliarle. Su loro richiesta, si adottano misure organizzative e individuali preventive insieme al superiore gerarchico, in modo che la vittima possa sentire di essere al sicuro”. Allo stesso tempo, la Consigliera stessa può in prima persona suggerire ulteriori passi formali da compiersi, ove ne ravvisi la necessità.
È importante che le vittime cerchino immediatamente aiuto per poter elaborare attivamente le esperienze traumatiche che le molestie potrebbero aver causato. I comportamenti non professionali e molesti contrari al Codice degli obblighi di servizio e di comportamento devono interrompersi prontamente e senza conseguenze per chi li denuncia.
Prevenire il rischio che si verifichino comportamenti potenzialmente dannosi rappresenta sicuramente un obiettivo ambizioso, ma assolutamente indispensabile e soprattutto di grande rilevanza per l’Azienda Sanitaria.
Vera Schindler/traduttrice: Ilaria Piccinotti