Curarsi ad arte
Chi si prende cura di chi cura? Con l’aiuto dell’arteterapia, il team del reparto e del servizio di Riabilitazione dell’Ospedale di Bolzano ha potuto elaborare meglio le stressanti esperienze vissute durante la pandemia causata dal Coronavirus. Il risultato di questo progetto ora si trova in un libro.
Il libro “Curarsi ad arte” raccoglie le esperienze maturate da alcuni collaboratori e collaboratrici dell’Ospedale di Bolzano, che durante la pandemia si occupavano di pazienti Covid, grazie alla frequenza di corsi di formazione in arteterapia organizzati dall’Azienda sanitaria.
L’arteterapia si basa sulla consapevolezza dell’effetto curativo che può avere una creazione artistica. Non si tratta di realizzare opere d’arte, ma di esprimere sentimenti attraverso l’attività artistica. Tutto era iniziato nella prima fase della pandemia. Il 5 marzo 2020, in un solo giorno, il reparto di Neuroriabilitazione e Riabilitazione post-acuzie dell’Ospedale di Bolzano era stato trasformato in un reparto Covid. Tre giorni dopo vi erano stati ricoverati i primi pazienti. In brevissimo tempo l’équipe si era dovuta adattare a nuovi farmaci e terapie; nulla era più come prima. Ovunque aleggiava un senso d’incertezza e indossare indumenti protettivi era Chi si prende cura di chi cura? Con l’aiuto dell’arteterapia, il team del reparto e del servizio di Riabilitazione dell’Ospedale di Bolzano ha potuto elaborare meglio le stressanti esperienze vissute durante la pandemia causata dal Coronavirus. Il risultato di questo progetto ora si trova in un libro. vera schindler un’ulteriore incombenza.
Vedere i pazienti deteriorarsi di ora in ora, tanto da dover essere intubati all’improvviso, il poco tempo a disposizione per accompagnare i morenti, le telefonate con i parenti, l’assistenza a pazienti che provenivano direttamente dal reparto di terapia intensiva e che si trovavano in uno stato mentale e psicologico alterato: tutto questo aveva spinto il personale al limite. Zita Cassar, all’epoca Coordinatrice del reparto, era molto preoccupata e, nella ricerca di un sostegno per il suo team, si era imbattuta nell’arte-terapeuta Carlo Coppelli. L’arteterapia poteva aiutare le sue collaboratrici e i suoi collaboratori a riprendere “aria” e a fare qualcosa di buono per la loro psiche e la loro anima? Zita Cassar aveva quindi contattato Coppelli e immediatamente organizzato un corso di formazione per il suo team. Anche il Museion, il Museo d’Arte Contemporanea di Bolzano, era stato un partner attivo del progetto. Le/i partecipanti avevano così potuto partecipare al workshop di un giorno sperimentando i metodi dell’arteterapia in relazione all’arte contemporanea.
Katrin Zelger, infermiera e co-curatrice del libro “Curarsi ad arte”, ricorda: “La prima parte del workshop, al quale tutti abbiamo partecipato, si è svolta nel tardo autunno del 2021. Abbiamo trascorso il primo giorno al Museion, nel contesto della mostra ’TECNO’. Un momento solo per noi. Fuori dal reparto Covid. Un’occasione per prendere e dare spazio”. Carlo Coppelli aveva accompagnato i/le partecipanti come relatore, con grande impegno e chiarezza.
Vera Schindler traduttrice: Tatiana Debonis

