Un programma di studio per l'Alto Adige

10/07/2024, 09:00

Horand Meier è il Coordinatore medico dell’Unità Operativa Governo Clinico della Provincia di Bolzano e, in collaborazione con i/le responsabili dell’Università Cattolica, coordina anche l’implementazione del Corso di laurea in Medicina in Alto Adige. One gli ha chiesto a che punto è il progetto e cosa c’è ancora da fare

Horand Meier (Foto: Peter A. Seebacher)
Horand Meier (Foto: Peter A. Seebacher)

Dott. Meier, il processo di selezione per lo studio della Medicina in Alto Adige si è concluso, qual è la situazione attuale?
Horand Meier: In totale sono stati assegnati 60 posti di studio, di cui 50 riservati a studenti e studentesse dell’UE o di Paesi equiparati e altri 10 riservati a studenti e studentesse provenienti da Paesi extra-UE.

Quanto interesse c’è per il primo Corso di laurea in Medicina dell’Alto Adige?
1.100 persone hanno manifestato il loro interesse, 443 hanno poi pagato la quota di 200 euro per l’iscrizione al test. Alla fine, in 347 hanno sostenuto il test. Un così alto livello di interesse è stata una sorpresa positiva, anche per i/le rappresentanti dell’Università Cattolica. Dei primi 50 candidati classificati tra gli appartenenti all’UE che hanno superato il test d’ingresso, 16 sono residenti in Alto Adige e 9 in Trentino. 25 persone che hanno superato il test d’ingresso e che dovrebbero iniziare gli Studi di Medicina in Alto Adige sono quindi originarie della regione. In sostanza, va detto che il Corso di laurea in Medicina non è inteso come un Corso di laurea per altoatesini, ma come un Corso di laurea per l’Alto Adige. Si tratta di una piccola ma importante differenza. In altre parole, il programma è rivolto a tutti e tutte coloro che desiderano studiare e poi lavorare in Alto Adige.

Quindi le studentesse e gli studenti ammessi sono definitivamente decisi?
Beh, ci sono vari passaggi per assicurarsi l’iscrizione o un posto. Il primo passo era quello di pagare la prima quota delle tasse universitarie entro il 10 giugno. Si tratta di 4.000 euro. Questo era quindi il primo tassello per assicurarsi il posto all’Università. Il termine per l’iscrizione definitiva va dal 1° luglio al 6 settembre 2024. Per tale iscrizione è necessario presentare un certificato di conoscenza della lingua inglese pari al livello B2, altrimenti decade il diritto al posto di studio. Ciò significa che la graduatoria può ancora cambiare prima della scadenza del termine. Quindi la risposta alla domanda è no. Gli ammessi al Corso di laurea in Medicina a Bolzano non sono ancora quelli definitivi, in quanto alcuni potrebbero ritirarsi e altri subentrare. In ogni caso, le lezioni inizieranno tra fine settembre e inizio ottobre.

I costi sono generalmente un problema quando si parla di studiare Medicina in Alto Adige. Le studentesse e gli studenti devono pagare i 4.000 euro in anticipo?
Sì, purtroppo non è stato possibile trovare un’altra soluzione. Ma tutti coloro che possono presentare un certificato di conoscenza della lingua tedesca/italiana di livello B2 e che si impegnano a lavorare per il Servizio Sanitario pubblico dell’Alto Adige per quattro anni, entro i dieci anni successivi alla conclusione degli studi, possono beneficiare della borsa di studio provinciale.

Improvvisamente 60 persone in più si sposteranno tra la Claudiana e l’Ospedale provinciale: come influirà tutto questo sull’intera struttura?
Naturalmente si tratta di un’opportunità, ma anche di un onere aggiuntivo e di una sfida. Non è tanto formare qualche medico in più, ma qualcosa che riguarda l’Alto Adige come località nel suo insieme. È importante che l’Alto Adige diventi un luogo più interessante per i medici che lavorano all’estero, riuscendo ad attirarli nella nuova struttura universitaria. Inoltre, tutta la rete ospedaliera dell’Alto Adige, vale a dire ognuno dei sette ospedali Sabes, dovrebbe essere inclusa, soprattutto per quanto riguarda la formazione pratica delle studentesse e degli studenti, in una sorta di rete universitaria. Anche i medici che esercitano la professione privata dovranno prendere parte a questo progetto e tenere alcune lezioni.

Questo ci porta al tema dei/delle docenti… Esattamente, che tipo di docenti ci saranno e chi potrà essere docente?
Ci saranno, ad esempio, i professori e le professoresse a contratto. Questi docenti firmeranno un accordo direttamente con l’Università Cattolica che dovrà essere rinnovato annualmente. Questa tipologia di insegnanti sarà sicuramente numerosa nella fase iniziale. Per diventare docenti è necessario soddisfare alcuni requisiti, ma i criteri sono molto meno stringenti rispetto a quelli per ottenere una cattedra. In questo caso, è necessario soddisfare i requisiti di accreditamento secondo il modello italiano, ossia possedere l’abilitazione scientifica nazionale (ASN). Ciò consente di partecipare al concorso per una eventuale cattedra. Se lo si vince, si entra a far parte dell’università come professori. In linea di massima, gli Studi di Medicina si articolano in due fasi: una è la fase preclinica, in cui non si ha ancora alcun contatto con i pazienti, e l’altra è la fase clinica, che inizia durante il terzo anno di studi.

Se si desidera svolgere un incarico clinico nell’Azienda sanitaria, ad esempio come docente o anche come professore, ciò è possibile solo previa approvazione da parte della Direzione generale. Questo significa che, per l’Azienda sanitaria, nessun professore dell’Università Cattolica viene “messo davanti” ai/alle nostri/e docenti. L’Università Cattolica fornisce una base di 18 cosiddetti “professori di riferimento”. Questi sono necessari nella fase iniziale al fine di ottenere l’accreditamento, ma non significa che la Sabes non possa mettere a disposizione altri/e docenti, soprattutto per quanto riguarda la parte clinica. Al contrario, questa dovrebbe essere la soluzione maggiormente favorita.

E le persone in possesso di un’abilitazione conseguita in Austria o in Germania?
In Italia possono seguire il percorso di accreditamento sopra descritto per l’abilitazione all’insegnamento oppure, se sono già titolari di una cattedra in un’università straniera, in casi particolari, possono essere nominati direttamente e in accordo con l’Università Cattolica e la Direzione generale. In linea di principio, i professori e le professoresse che occupano un posto in base a un concorso devono possedere le qualifiche necessarie per un’assunzione nell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Ciò include anche il relativo attestato di bilinguismo. Per poter lavorare come professore con un incarico clinico, è necessario avere un’abilitazione all’insegnamento e la certificazione della conoscenza della seconda lingua pari al livello C1, oltre al C1 per l’inglese che è la lingua di insegnamento. Questo vale per i Primari ma anche per tutti gli altri medici. Non sarà quindi certo un’invasione di professori provenienti da fuori, come alcuni temono. I dettagli su quali collaboratrici e collaboratori dell’Azienda sanitaria potranno svolgere il ruolo di docenti e a quali condizioni, verranno regolamentati grazie a un accordo tra l’Università Cattolica e l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige che sarà stipulato entro il 2025. In linea di principio, l’obiettivo è quello di consentire a tutti i medici che lavorano nell’Azienda sanitaria di intraprendere la carriera di docente a medio e lungo termine.

Tuttavia, non servono solo docenti, ma anche tutor.
Sì, anche loro sono necessari. I tutor non devono essere necessariamente docenti, ma collaboratrici e collaboratori medici dell’Azienda sanitaria con una formazione aggiuntiva per poter supervisionare le studentesse e gli studenti. Questo, per esempio, viene offerto dal Servizio per l’Innovazione, la Ricerca e l’Insegnamento (IRTS).

Un’altra annosa questione è quella relativa alle risorse umane: sarà necessario assumere altro personale?
Il numero di tutor necessari non è ancora stato definito. Tuttavia, sulla base dell’esperienza dell’Università Cattolica, il coinvolgimento della rete ospedaliera nella supervisione delle studentesse e degli studenti offre un notevole margine di manovra, sufficiente per l’accreditamento iniziale. Le risorse complessive necessarie dipendono anche da come viene impostata l’organizzazione e dalla capacità di integrare l’intera rete ospedaliera a livello provinciale. Non bisogna dimenticare che l’intero progetto rappresenta un fattore di attrattività per l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Ci sono quindi ottime probabilità di poter contare, in futuro, su ulteriori risorse che si uniranno a noi grazie a questi nuovi sviluppi.

Cosa significa questo Corso di laurea in Medicina per l’Alto Adige?
Che l’Azienda sanitaria sarà integrata in una rete medico-accademica tramite l’Università Cattolica. Questo significa maggiori opportunità di scambio tra specialisti, ma anche ulteriori programmi di formazione specialistica oltre a quelli già esistenti. Inoltre, si creeranno più opportunità di carriera, il che è di particolare interesse per i medici più giovani. In definitiva, ne beneficeranno anche le cittadine e i cittadini, soprattutto per quei casi particolari in cui la rete offre l’opportunità di coinvolgere altri centri di riferimento. Sono convinto che l’impatto della Facoltà di laurea in Medicina, per l’Alto Adige, andrà ben oltre la “semplice” formazione di medici.

Peter A. Seebacher/traduttrice: Tatiana De Bonis