L’igiene delle mani riguarda tutti
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il 5 maggio “Giornata mondiale dell’igiene delle mani”. Un tema, quest’ultimo, di grande importanza per la difesa della salute e che riguarda tanto il personale sanitario quanto la popolazione.
Nella seguente intervista doppia, Pierpaolo Bertoli (nelle risposte PB), Coordinatore sanitario del Comprensorio di Bolzano, e Rosanna Loss (RL), della Direzione medica del nosocomio bolzanino, ribadiscono quanto una corretta igiene delle mani sia particolarmente importante per chi opera nel settore sanitario ed è a contatto quotidianamente con le/i pazienti.
Inoltre, anticipano alcune delle iniziative messe in campo in occasione della Giornata mondiale dell’igiene delle mani che, non a caso, ricade il giorno 5 del quinto mese dell’anno: “Sì, perché cinque sono anche le dita di ciascuna mano – spiega Bertoli – e abbiamo il dovere di ribadire che non c’è nulla di scontato nell’igienizzarle correttamente, specie per chi si occupa di curare le persone”.
In effetti, per alcuni, l’igiene delle mani sembrerebbe un argomento trascurabile. Potreste spiegarci perché invece ha un ruolo decisivo nella difesa della salute?
RL: La corretta igiene delle mani è la misura più efficace per limitare il rischio di trasmissione di batteri e microorganismi potenzialmente patogeni in ogni ambito assistenziale; dagli ospedali fino alle case di riposo. Le nostre mani sono colonizzate da questi microorganismi in una parte più profonda – in questo caso si parla di “flora residente” – e di una parte più superficiale e transitoria. Con la disinfezione igienica delle mani interveniamo su quest’ultima, limitando il rischio di introdurre nel nostro organismo o di passare ad altre persone agenti potenzialmente pericolosi per la salute.
Un pensiero che si potrebbe fare da operatori sanitari è che non sia un argomento che possa riguardare la categoria poiché si dà per scontato che medici, infermieri e personale tecnico-assistenziale facciano attenzione a questo aspetto…
PB: Nella nostra azienda abbiamo una procedura del 2022, la 2351, che viene distribuita a tutto il personale sanitario. Questa procedura si articola su tre temi principali: come eseguire correttamente la disinfezione igienica delle mani, la protezione della cute e il corretto uso dei guanti. Naturalmente, tutte le addette e gli addetti ai lavori devono conoscerla e applicarla. Il fatto che la disinfezione delle mani sia un’operazione di routine non deve però farci abbassare la guardia sull’importanza di eseguirla in maniera consapevole e corretta.
Quanto tempo andrebbe realmente dedicato alla pulizia delle mani?
RL: La durata varia a seconda del metodo di pulizia che si utilizza. Se parliamo del gel idroalcolico, bisogna frizionare le mani ca. 30 secondi. Mentre i tempi del lavaggio con acqua e sapone sono leggermente più lunghi. Tra i 40 e i 60 secondi.
È giusto sostenere che non igienizzare correttamente le mani può compromettere la salute anche di persone non fragili?
PB: Sì. L’OMS identifica nella corretta igiene delle mani una misura universale per la popolazione e gli operatori della Sanità. È il fulcro della sicurezza per il paziente o la paziente così come delle cure che vengono somministrate, indifferentemente dalle condizioni di salute in cui lui o lei versa.
I saponi comuni e quelli utilizzati dagli operatori sanitari, così come i gel per le mani, devono avere delle caratteristiche specifiche?
RL: Se parliamo del gel per le mani, la soluzione deve essere almeno per il 60% a base di alcol, che costituisce di fatto la componente antisettica. Un altro elemento spesso presente nella soluzione è il glicerolo, che serve a preservare la salute della pelle. Per quanto riguarda i saponi domestici, non ci sono indicazioni specifiche ma alcuni di questi possono rientrare nella categoria dei presidi medico-chirurgici.
Una parte del “lavoro” di igienizzazione è costituito anche da come poi si asciugano le mani. Quale metodo è preferibile, tenendo conto anche dell’aspetto ecologico, tra l’asciugatura ad aria, con salviette di carta usa e getta o gli asciugamani avvolgibili?
PB: Le evidenze a nostra disposizione ci dicono che l’asciugatura con le salviette monouso è quella più raccomandata in ambito sanitario anche perché, asciugando le mani, si compie un’ulteriore azione di frizionamento, che coadiuva la pulizia. In più, è scientificamente provato che gli “hand dryer” possono veicolare e trasmettere microbi e germi fino a due metri di distanza. Pertanto, non sono raccomandabili in ambito sanitario. Infine, gli asciugamani, se puliti, vanno bene ma, nel nostro settore, sono da preferire in ogni caso le salviette usa e getta.
Parlando di igiene tra le mura domestiche, ogni quanto si dovrebbe cambiare un asciugamano prima che diventi veicolo di germi e batteri dannosi per la salute?
RL: Dipende dal numero di persone presenti in casa e se ogni membro della famiglia dispone di uno personale. Nel caso delle mani, se si usa un unico asciugamano per tutti, consigliamo di sostituirlo dopo massimo due giorni. Comunque, è sempre raccomandato l’utilizzo di un asciugamano personale, da cambiarsi ogni 2-3 giorni o appena visibilmente sporco.
L’OMS ha dichiarato il 5 maggio Giornata mondiale dell’igiene delle mani. Si prevedono iniziative da parte dell’Azienda sanitaria per sensibilizzare popolazione e personale sul tema?
PB: Quest’anno, abbiamo istituito un gruppo di lavoro aziendale al fine di mettere in campo alcune nuove iniziative. Abbiamo coinvolto anche studenti e studentesse del corso per assistenti sanitari alla Claudiana, che si sono impegnati attivamente per realizzare il poster della campagna, sulla scia di quanto fa anche l’OMS. Il manifesto verrà distribuito nelle strutture dell’Azienda sanitaria ma anche negli ambulatori e nelle case di riposo. Inoltre, lo impiegheremo anche il prossimo lunedì, 6 maggio, in appositi stand che verranno allestiti all’interno degli ospedali di Bolzano, Bressanone, Brunico e Merano. Attraverso questi presidi, cercheremo di sensibilizzare sul tema igiene delle mani tanto le operatrici e gli operatori sanitari quanto la popolazione, offrendo tante informazioni utili. Inoltre, abbiamo coinvolto anche le quattro pediatrie degli stessi nosocomi affinché le bambine e i bambini ricoverati realizzino dei disegni, che verranno poi esposti in uno spazio dedicato in occasione di una mostra che vedrà coinvolte le scuole del territorio a giugno. Quello che è importante sottolineare, infine, è il nostro intento di coinvolgere tutti i livelli della Sanità, così come la popolazione in ogni fascia d’età.
Rocco Leo

