Il futuro è stato bellissimo

10/07/2024, 09:00

Considerazioni di un ottimista sulla mortalità

Per chi è nato tra gli anni ’60 e ’80, Michael J. Fox è un’icona. Mai come in questa sua autobiografia, il famoso attore si è messo a nudo, parlando dei suoi successi, della sua “normale” vita familiare da star planetaria nonché della convivenza con un’aggressiva e precoce forma di Parkinson, diagnosticatagli a soli 29 anni.

Difficile raccogliere in poco più di 200 pagine la straordinaria esistenza di un uomo che, nonostante un destino beffardo, ha scelto di vivere al meglio la propria quotidianità. Eppure, Michael J. Fox ci riesce benissimo e rende facile capire perché sia considerato una fonte di ispirazione per tante persone malate.

In “Il futuro è stato bellissimo – Considerazioni di un ottimista sulla mortalità” (No Time like the Future in lingua originale), la prima cosa che affiora è che si tratta di uno straordinario diario aneddotico. La seconda considerazione è che si nota quanto i tratti caratteriali dei suoi personaggi più famosi siano perfettamente calzanti con la sua vera personalità.

In lui si scorge l’intraprendenza e la guasconeria dell’Alex di “Casa Keaton” o del Brantley Foster di “Il segreto del mio successo”, la forza d’animo di Scott Howard in “Voglia di vincere”, così come la pungente vena sarcastica e la caparbietà del Marty McFly di “Ritorno al futuro”.

onemetro: 10/10

Rocco Leo