Settimana europea della salute mentale 2023

22/05/2023, 13:45

La quarta edizione della Settimana europea della salute mentale (European Mental Health Week, EMHW) si svolgerà dal 22 maggio al 28 maggio 2023 con il tema di quest'anno è “Comunità mentalmente sane”.

La salute e il benessere mentale riguardano tutti noi e dovrebbero essere promossi nelle comunità, nelle scuole e nei luoghi di lavoro come fondamenti dell’alfabetizzazione sanitaria
La salute e il benessere mentale riguardano tutti noi e dovrebbero essere promossi nelle comunità, nelle scuole e nei luoghi di lavoro come fondamenti dell’alfabetizzazione sanitaria

La Settimana europea della salute mentale, che si tiene dal 22 al 28 maggio, ha lo scopo di richiamare l’attenzione dei cittadini e delle cittadine di tutti i Paesi europei sul fatto che le malattie psichiche, ad oggi, rappresentano il più grande pericolo sanitario per l’umanità. I molti stand informativi sulla salute mentale approntati hanno lo scopo di incoraggiare l’auto-aiuto, ma anche far emergere la necessità di lasciarsi aiutare. Ad esempio, un punto informativo simile per il territorio altoatesino è stato allestito presso l’Ospedale di Bolzano il 22.05.2023. L’Alleanza europea contro la depressione (European Alliance Against Depression, EAAD) sostiene questa tipologia di iniziative. Si tratta di una rete europea che in Alto Adige è coordinata dall’Azienda sanitaria e svolge un’adeguata attività di prevenzione.

Una persona su tre nel corso della sua vita sviluppa un disturbo mentale che richiederà un trattamento. Tuttavia, in media, solo il 2-3% della popolazione riceve un trattamento psichiatrico in un lasso di tempo definito. Questo grande scarto suggerisce altresì che la maggior parte dei disturbi mentali può essere curabile.

In realtà, gran parte dei disturbi mentali sono temporanei. Le persone colpite completano con successo le psicoterapie o i trattamenti farmacologici e cercano di dimenticare o reprimere l’accaduto. Il contatto con la psichiatria o con le/gli psicoterapeute/i non è qualcosa di cui si parla volentieri o che si include nella storia della propria vita: la nostra società non è ancora abbastanza matura per una tale apertura. Le persone raccontano di gambe rotte, mal di schiena o di testa. Ma i disturbi causati dall’ansia, la depressione, le dipendenze e le compulsioni sono tenuti sotto silenzio. Coloro che soffrono di malattie psichiche sono ben lontani dall’essere trattati alla pari di chi ha afflizioni fisiche.

Alcuni disturbi psichici sono curabili ma possono ripresentarsi nel corso della vita: anche se guariscono, la depressione ricorrente, la malattia maniaco-depressiva o il disturbo schizoaffettivo possono inframezzare un’esistenza normale con parentesi di ricadute. Queste comportano un onere altrettanto pesante per le famiglie e le/i partner, tanto che spesso è necessario un trattamento farmacologico duraturo come misura preventiva. Queste terapie possono ridurre la frequenza, l’intensità e la durata delle fasi di malattia ma, solitamente, non sono in grado di prevenire del tutto il reiterarsi del disturbo. In questi casi, la vita può diventare una lotta quotidiana con molti compromessi.

Alcune malattie della psiche diventano croniche, esattamente come alcune fisiche. Ad esempio, il diabete, l’ipertensione, l’artrite sono afflizioni permanenti con cui bisogna imparare a convivere. Un terzo di tutte le persone che soffrono di schizofrenia rimane gravemente ammalato a lungo termine e il percorso riabilitativo deve seguire un iter più o meno intenso. Un altro terzo, invece, guarisce in gran parte o completamente.

La psichiatria e la psicologia clinica moderne hanno sviluppato grandi approcci terapeutici per le sofferenze mentali, che difficilmente salgono alla ribalta. Anche il trattamento e la guarigione psichiatrica devono essere per lo più nascosti e rimanere clandestini. Le prospettive di cura che hanno basi scientifiche più solide sono quelle relative alla depressione. Probabilmente, ciò dipende dal fatto che, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione è diventata la più significativa tra tutte le malattie del nostro pianeta in termini di gravità e durata della menomazione.

Il 70% di tutte le depressioni lievi e moderate può essere trattato con successo con la psicoterapia. Il 70% di tutte le depressioni più gravi, invece, con farmaci antidepressivi. La combinazione di entrambi i metodi, spesso utilizzata, migliora naturalmente le possibilità di guarigione. Nel 50% dei casi, anche la privazione del sonno è temporaneamente efficace contro la depressione. Nel caso della cosiddetta depressione invernale, invece, la terapia della luce aiuta il 70% delle persone colpite. Con la terapia elettroconvulsivante, la metà dei casi interessati, per i quali tutti gli altri metodi hanno fallito, possono ancora superare la loro grave depressione.

Cifre così indicative e considerazioni chiare sono di per sé incoraggianti. Se poi si aggiunge anche che, in tutti gli studi scientifici sull’efficacia delle misure antidepressive, in media il 30% delle persone esaminate ha notato un miglioramento della propria depressione anche quando sono stati somministrati dei placebo, cioè dei farmaci fittizi che non contengono un principio attivo, diventa chiaro quanto siano importanti in psichiatria e in psicologia clinica una gestione adeguata, un comportamento empatico e il saper infondere fiducia. Il credere e l’aver fiducia nella guarigione possono avere un impatto molto positivo. A lungo andare, la persona colpita può davvero guarire se stessa.

Roger Pycha, Coordinatore European Alliance Against Depression (EAAD) Alto Adige

RP

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