Sbagliando si impara: "Room of Horrors"

05/12/2024, 08:00

Si tratta di un concetto interattivo per la sicurezza delle pazienti e dei pazienti proveniente dalla Svizzera. Una squadra interprofessionale di infermieri e medici, guidata dall’infermiere Nicole Ritsch, lo ha testato presso l’ospedale di Silandro nella settimana dedicata all’iniziativa “Sicurezza del paziente”

(Foto: Nicole Ritsch)
(Foto: Nicole Ritsch)

Sembra il titolo di un giallo, dove però dietro non c’è nessuna trama avvincente, ma un concetto serio, che in caso di emergenza può salvare la vita. “Questo progetto di formazione dalla Svizzera è riconosciuto e validato a livello internazionale. Viene chiamato così, perché in una sala d’esercitazione protetta è possibile ripetere senza pericolo qualsiasi scenario”, come spiegato da Nicole Ritsch.

Nel settembre 2024 presso l’ospedale di Silandro, per tre giorni sono stati messi in scena casi fittizi con pazienti in una stanza appositamente predisposta, dove venivano occultati pericoli ed “errori”. Complessivamente 82 collaboratori e collaboratrici di tutte le categorie professionali hanno partecipato all’esercitazione, individuale o in gruppo, alla ricerca di errori. A seguire discussione e soluzione: quali errori e pericoli sono stati riscontrati e quali no? Quali conseguenze avrebbero questi pericoli per la sicurezza dei pazienti? Come si possono prevenire? “A differenza delle formazioni teoriche, le situazioni così rischiose possono essere vissute concretamente e nel proprio ambiente di lavoro. Questo esercizio formativo può essere inoltre combinato con un socievole evento di gruppo”, spiega Ritsch. Un manuale garantisce che gli esercizi si svolgano in modo pratico ma siano anche standardizzati.

L’esercizio presso l’ospedale di Silandro è stato condotto in piccoli gruppi, prevedendo dai 30 ai 60 minuti per l’istruzione, ricerca dell’errore e una breve discussione. “Anche se abbiamo annunciato l’esercitazione abbiamo consapevolmente lasciato le partecipanti ed i partecipanti all’oscuro di ciò che li attendeva”. Era altrettanto importante che gli scenari fossero i più realistici possibile. Sono stati utilizzati solo materiali di uso comune all’interno della struttura, poiché – “è inutile se poi non si trovano le cose nel modo in cui si è abituati”, afferma l’anestesista.

Per quanto riguarda gli errori che sono stati proposti, i vari gruppi hanno utilizzato, tra l’altro, il sistema CIRS dell’Azienda sanitaria. In media i partecipanti hanno riscontrato 6,6 su 10 problemi relativi alla sicurezza dei pazienti: I gruppi interprofessionali hanno avuto nettamente più successo dei gruppi composti dalla stessa categoria professionale. I risultati peggiori le hanno avute le individualità. “La sicurezza dei pazienti è un compito di squadra”, riassume Ritsch. “Per molti è stata una rivelazione: io sono importante per la sicurezza delle pazienti e dei pazienti. Se dovessi notare qualcosa avrebbe senso farlo notare”.

Gli “Horror-Trainings” possono essere ripetuti con poco sforzo e denaro – con un grande beneficio per il gruppo e infine per le pazienti ed i pazienti.

Sabine Flarer/traduttrice: Martina Dellasega