Inaugurazione di Mountain Clinic, l’ambulatorio di medicina di montagna

08/04/2026, 11:15

Sulla base di oltre quindici anni di ricerca e un forte background clinico nell’ambito della medicina di montagna, una équipe polispecialistica di Eurac Research ha dato vita a un ambulatorio rivolto a tutta la cittadinanza, locale e non solo, per mettere la propria esperienza al servizio della pratica clinica. Oggi (8 aprile) è stato inaugurato.

Un nuovo servizio per persone che si espongono ad alte quote (foto: Eurac Research)
Un nuovo servizio per persone che si espongono ad alte quote (foto: Eurac Research)

L’ambulatorio, tra i pochi nel suo genere in Italia, si chiama Mountain Clinic e si trova al NOI Techpark. L’inaugurazione ufficiale questa mattina, alla presenza dello staff che lavorerà nell’ambulatorio e di rappresentanti della Provincia e dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, sostenitori dell’iniziativa. 

Il corpo di chi frequenta la montagna reagisce alla diminuzione dell’ossigeno nell’aria che si verifica con la salita in quota. Se l’acclimatazione non funziona bene, o in alcuni casi particolari, possono esserci problemi. Il più frequente è il mal di montagna che si manifesta di norma sopra i 2500 metri, con nausea e mal di testa e, agli stadi più gravi, con edema cerebrale o polmonare. Gli studi più recenti stimano che tra i 2500 e i 3000 metri colpisca oltre una persona su dieci, percentuale che tra i 3000 e i 4000 metri aumenta fino a oltre quattro persone su dieci.

“Sono specialmente le categorie a rischio come bambini, bambine e giovani o le persone che in passato hanno già sofferto di mal di montagna a essere più esposte ai rischi della quota, ma anche professionisti e atleti possono essere colpiti. Un discorso a parte riguarda l’insorgenza di problematiche mediche che si possono verificare nelle donne in gravidanza, nelle persone anziane e soprattutto in quelle con patologie croniche come cardiopatie, ipertensione o diabete, problemi polmonari ed emicrania se non hanno ricevuto una consulenza corretta”, spiega Giacomo Strapazzon, medico e ricercatore, direttore di Mountain Clinic, l’ambulatorio di medicina di montagna di Eurac Research. “Ma il target delle nostre consulenze sono tutte le persone che si recano in montagna e fanno esercizio fisico, e sono esposte non solo alla quota ma anche al freddo e ai vari rischi ambientali per lavoro, sport, o attività ricreative. Nel nostro ambulatorio possiamo aiutarle a farlo senza rischi, fornendo indicazioni su come esporsi in modo sicuro e mantenendo prestazioni adeguate, quando farlo dopo un evento acuto o su quali esami aggiuntivi fare e come adattare un’eventuale terapia”.

E se i soggetti più vulnerabili sono di norma anche più cauti, tra chi si appresta a compiere una impresa alpinistica o un viaggio sulle Ande o sull’Himalaya e anche tra chi in montagna lavora regolarmente, come le guide alpine, chi gestisce rifugi o impianti a fune e le squadre di soccorso, c’è il rischio di sottovalutare eventuali effetti della quota. In questo senso la possibilità di un controllo specialistico è importante. Lo ha evidenziato l’istruttore nazionale del soccorso alpino e delle guide alpine italiane Maurizio Lutzenberger, che ha sottolineato anche come avere escursionisti ed escursioniste in salute significa meno incidenti, e quindi meno interventi di soccorso e meno costi.

Alle prestazioni di Mountain Clinic si può accedere privatamente e anche in regime convenzionato con il sistema sanitario provinciale. In questo caso serve una impegnativa del proprio medico o medica di base o di altro servizio appartenente al sistema sanitario. “La nostra équipe polispecialistica offre visite e consulenze di medicina di montagna che valutano vari aspetti, dal quadro cardiorespiratorio a quello neurologico. Svolgiamo anche esami strumentali, i cosiddetti ‘test in ipossia’, per individuare una eventuale tolleranza ridotta alle alte quote”, precisa Katharina Plenk, infermiera professionale e coordinatrice di Mountain Clinic. “Nella fase pilota abbiamo già visitato una trentina di persone, in parte provenienti da fuori provincia e attirate dall’unicità del servizio. Un terzo di loro è venuto per ragioni legate alla loro professione”.

“Siamo una terra di montagna, dove non di rado si sale in quota per lavoro, per sport o anche solo per passare del tempo libero; e il turismo è attratto proprio dalle nostre vette. Questa realtà ha già permesso al nostro servizio sanitario di accumulare esperienza nell’ambito delle patologie legate alla quota. Questa nuova iniziativa contribuisce a migliorare la prevenzione e lo stato di salute delle persone e ci distingue ancora meglio come specialisti in questo ambito”, così ha salutato la nascita di Mountain Clinic l’assessore provinciale alla prevenzione sanitaria e salute Hubert Messner.

“Con la Mountain Clinic, l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, insieme ai suoi partner, lancia un forte segnale per una sanità moderna: al centro degli studi in medicina di montagna vi sono la prevenzione, la diagnosi precoce e un’assistenza personalizzata, mirata ad affrontare le specifiche sfide della vita e delle attività in montagna. In questo modo contribuiamo concretamente a riconoscere tempestivamente i rischi per la salute e a rafforzare in modo duraturo la sicurezza e la qualità della vita delle persone”, chiosa il Direttore generale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige Christian Kofler.

Tutti i dettagli su orari, contatti, staff e carta dei servizi si trovano sul sito https://mountain-clinic.eurac.edu

Eurac/SF

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