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Angiogr./Radiol. interv.

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Dove: Ospedale, piano rialzato, Radiologia
Quando: Su richiesta
Prenotazione: Il medico specialista prenota direttamente il paziente all'angiografia
Accesso: Richiesta da parte dei medici specialisti dei singoli reparti
Indicazione: p.e. sindrome occlusiva periferica vascolare con evidente limitazione del percorso di marcia (percorso di marcia inferiore a 200 m, Stadio-Fontaine IIb), quale preparazione ad un intervento radiologico minimamente invasivo (ad es. dilatazione con catetere a palloncino) o intervento chirurgico, sospetto di forte restringimento dei vasi sovraaortici quale esame preoperatorio, alta pressione sanguigna non trattabile: esclusione/conferma di una stenosi arteriosa renale, rappresentazione di dotti organici (ad. es. biliari) quale preparazione pre operatoria o interventiva.

Che cos'è un'angiografia?

L’angiografia è la rappresentazione invasiva di vasi mediante cateteri con mezzo di contrasto. Normalmente l’angiografia viene eseguita come angiografia digitale a sottrazione d’immagine (DSA).
L’ulteriore intervento terapeutico su patologie, risultanti dall'angiografia (ad. es. restringimento di vasi), mediante cateteri a palloncino e Stent (protesi vascolari) viene considerato come terapia minimamente invasiva.

Che differenza c'è tra un esame angiologico e un esame radiologico?

Tecnicamente, non esistono particolari differenze tra un apparecchio angiografico ed un normale apparecchio radiologico digitale con scopia. L’angiografia è tuttavia in grado di produrre più immagini per secondo per far apparire un quadro dinamico del flusso dei vasi. L’apparecchio angiografico è composto da un tavolo motorizzato ed un tubo radiogeno con amplificatore di brillanza disposti normalmente su un arco a C. Durante l’esecuzione dell’esame, questo arco a C viene mosso lungo ed intorno al paziente, per poter così cogliere i vasi da diverse angolazioni e per un tratto più lungo possibile.

Come funziona un esame angiografico?

Dopo i chiarimenti relativi ai rischi ed allo scopo dell'esame, in anestesia locale, in arteria o vena viene introdotto un ago speciale. Punzione, in zona inguinale o del gomito, di un arteria dopo anestesia locale. Attraverso l’ago da punzione, viene introdotto nel vaso sanguigno un filo molto fine e flessibile. Attraverso questo filo conduttore (guida), viene posizionato un catetere nella zona da esaminare. Durante l’esecuzione dell’esame è possibile che si renda necessario il cambio del catetere, il che avviene ancora attraverso il filo conduttore. Per poter riconoscere e valutare i vasi sanguigni, viene introdotto un mezzo di contrasto. Quest’ultimo può provocare una leggera sensazione di calore. Durante l’iniezione di mezzo di contrasto vengono eseguite delle riprese radiografiche delle zone da esaminare in sequenza veloce. Le riprese vengono acquisite  elettronicamente ed elaborate con il computer, in modo tale da rappresentare soltanto i vasi interessati (la cosiddetta angiografia a sottrazione digitale DSA). Durata media: ca. 30 min; talvolta, a seconda della procedura, anche un pò di più. Dopo rimozione del catetere, la zona punta viene compressa per ca. 10 min. e poi bendata con una fasciatura di compressione. A seconda del diametro del catetere utilizzato, è consigliabile un riposo a letto da 4 a 12 ore. Il bendaggio va tenuto per circa 24 ore. 

Controindicazioni di un'angiografia

Una predisposizione alle emorragie o un’infiammazione generalizzata (sepsi) rappresentano una controindicazione relativa. L’angiografia può essere eseguita anche nel caso in cui sussista una possibile reazione allergica al mezzo di contrasto iodato; normalmente, nelle reazioni allergiche anamnesticamente indicate, si tratta soltanto di episodi di poca rilevanza. In questi casi si può eseguire l’esame senza effetti collaterali, utilizzando particolari farmaci.

Nel caso in cui siano conosciute gravi reazioni allergiche al mdc (shock anafilattico), è opportuno evitare l’impiego di mdc iodato. Nel caso di disturbi della funzionalità tiroidea è possibile l’insorgere di controindicazioni. Questo dipende dal metabolismo della tiroide, e deve essere chiarito prima dell’esecuzione dell’esame. Nel caso di disturbi della funzionalità renale (valori della creatinina elevati) c’è il rischio di un aumento del disturbo fino alla perdita completa della funzionalità renale. In questo caso è opportuno discutere sulla possibilità di eseguire al riguardo altre indagini (ad es. ecografia doppler, risonanza magnetica).

In rari casi è possibile il verificarsi di ematomi nella zona della punzione. Modificazioni della parete vascolare (ad. es aneurisma) o infezioni in questa zona sono molto rare. In casi molto rari è possibile il verificarsi di una lesione dei vasi, soprattutto quando si è in presenza di  degenerazioni dei vasi, come calcificazioni gravi, con restringimento o chiusura del vaso, o in presenza di una trombosi.

Poiché questo evento è prontamente verificabile nel corso dell’esecuzione dell’esame, si può intervenire subito con opportuni trattamenti. Nel caso di elevata sensibilità allergica al mdc iodato (precedentemente sconosciuta) possono verificarsi effetti collaterali lievi quali, starnuti, senso di nausea, prurito ed eruzione cutanea, oppure più seri, quali reazioni cardiache e circolatorie fino all’arresto cardiaco.P er questo motivo, le stanze adibite a questi esami, sono sempre attrezzate per un intervento di rianimazione d'urgenza.