Contenuto principale

Pacemaker

.Gli impianti di pacemaker e di defibrillatori vengono eseguiti nel nostro Ospedale sin dal 1997, anno di apertura della nuova divisione di Cardiologia. Gli interventi vengono eseguiti da un team composto da 3 medici e 4 infermiere/i specializzati. Il cuore batte e pompa sangue perchè cellule specializzate generano impulsi elettrici: sono le cellule del cosiddetto "nodo del seno" o "cellule pacemaker".

L'impulso elettrico che nasce nel nodo del seno si diffonde in tutto il cuore seguendo speciali vie elettriche (le cosiddette "vie di conduzione"). All'attivazione elettrica delle fibrocellule segue la contrazione meccanica del cuore. Una malattia delle cellule pacemaker o l'interruzione delle vie elettriche di conduzione può portare a una notevole riduzione di frequenza cardiaca o addirittura a un arresto cardiaco. In questi casi i medici consigliano l'impianto di un pacemaker che permette di adeguare la frequenza cardiaca alle reali esigenze dell'organismo. In altre circostanze il cuore può sviluppare delle aritmie molto veloci e pericolose per la stessa vita del/lla paziente: le cosiddette "aritmie maligne" che possono insorgere in soggetti con gravi malattie cadiache preesistenti. In questi casi vengono impiantati i cosiddetti "defibrillatori" che sono apparecchi in grado di ristabilire il normale ritmo cardiaco con uno shock elettrico.

Com'è costituito il pacemaker?

1. Il pacemaker vero e proprio: ha una dimensione inferiore ad una scatola di cerini. Contiene come fonte di energia una batteria in grado di generare impulsi elettrici e dei circuiti elettronici.
2. Gli elettrodi: il pacemaker è collegato al cuore attraverso elettrodi (fili metallici in grado di condurre un impulso elettrico) che vengono inseriti nel cuore.

Come viene eseguito l'intervento?

L'impianto di un pacemaker è un intervento relativamente semplice, che viene eseguito in anestesia locale e dura circa un'ora. Consiste nell'introduzione di uno o più elettrocateteri nel cuore (atrio destro, ventricolo destro, seno coronarico) attraverso una vena situata sotto la clavicola (vena succlavia o cefalica). Il posizionamento dei cateteri nel cuore avviene sotto controllo radioscopico. Gli elettrodi impianti vengono poi collegati al pacemaker che viene posto in una tasca sottocutanea nella regione pettorale.

Per quanto tempo funziona un pacemaker?

I progressi tecnologici hanno portato a un progressivo allungamento della vita dei pacemaker che oggi è in media fra 6 a 8 anni a secondo del tipo di apparecchio ed il consumo di energia. La batteria, cioè la fonte di energia, si esaurisce progressivamente nel corso degli anni e deve essere infine sostituita. Il momento corretto per la sostituzione viene stabilito da un'apposita apparecchiatura durante i periodici controlli. La paura di molti pazienti, che il pacemaker potrebbe improvvisamente non funzionare più è infondata: ai controlli il cardiologo può verificare esattamente la vita residua della batteria.

Esistono limitazioni nello sport o nel lavoro?

Molti pazienti che hanno bisogno di un pacemaker si pongono la domanda se ci sono limitazioni alla vita lavorativa o all'attività sportiva. Per lo più sono timori infondati. Un pacemaker regolarmente programmato permette quasi sempre di condurre una vita normale ed in molti casi la capacità fisica aumenta decisamente dopo l'impianto di uno stimolatore cardiaco. Tuttavia si dovrebbero evitare movimenti violenti delle braccia e delle spalle soprattutto dal lato dell'impianto nelle prime settimane nonchè sforzi fisici ed attività sportiva pesante durante i primi mesi dopo l'intervento. Dopo questo breve periodo di riposo si possono riprendere tutte le abituali attività comprese quelle sportive.

A che cosa si deve porre attenzione nell'uso di apparecchi elettrici ed elettronici?

I pacemaker non possono essere danneggiati da apparecchi domestici se perfettamente funzionanti nè da apparecchi a microonde. In passato i telefoni cellulari potevano disturbare il normale funzionamento del sistema. Attualmente i nuovi stimolatori dispongono di filtri che proteggono il pacemaker da ogni tipo di interferenza. Apparecchi con campi magnetici ad alta densità come la risonanza magnetica possono invece limitare il funzionamento del sistema e sono pertanto controindicati.