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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 20.05.2021 | 14:31

Long-Covid anche in caso di un decorso lieve della malattia

Si stima che circa il 20% delle pazienti e dei pazienti che hanno contratto il Covid-19, continuino a manifestare, anche dopo la guarigione della infezione, sintomi persistenti. Il team di ricerca del reparto per la Neuroriabilitazione di Vipiteno ha condotto degli studi riguardo a ciò. Nel frattempo, l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha allestito un ambulatorio altamente specializzato per i pazienti con problemi di Long-Covid.

(d.s.) Pierpaolo Bertoli, Thomas Widmann, Florian Zerzer, Viviana Versace, Leopold SaltuariZoomansicht(d.s.) Pierpaolo Bertoli, Thomas Widmann, Florian Zerzer, Viviana Versace, Leopold Saltuari

Long Covid - chiamato anche Long-Covid-Syndrome o Post Covid - è un termine collettivo per i sintomi che possono manifestarsi nei pazienti ancora settimane e mesi dopo che sono guariti dal Covid-19. Questi disturbi possono includere gli ambiti di pneumologia, cardiologia, neurologia, psicologia e altri ambiti clinici. I sintomi dei pazienti di Long-Covid partono da un senso di marcata fatica fisica (“fatigue” nella letteratura medica), difficoltà di concentrazione e difficoltá cognitive (“brain fog” o nebbia mentale), anosmia (perdita dell’olfatto), dolori muscolari o articolari, dolore toracico o sensazione di costrizione toracica fino ad arrivare a mal di testa e disturbi del sonno.

Ambulatorio Post-Covid a Bolzano e progetto pilota
L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ha già avviato diverse misure per prepararsi alle pazienti e ai pazienti che soffrono a lungo termine degli effetti del Covid-19. Nel fare ciò, l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige si basa su un sistema a più livelli. La prima persona di riferimento per i sintomi Long-Covid è il medico di base. Inoltre, è già stato disposto un ambulatorio Post-Covid nel reparto malattie infettive dell'Ospedale centrale di Bolzano, che si occupa dei casi di Long-Covid al livello interdisciplinare. In questo ambulatorio specialistico, infettivologi, internisti, pneumologi, anestesisti e psicologi collaborano a stretto contatto per la cura dei pazienti di Long-Covid.

L‘Assessore Thomas Widmann accoglie con favore questa offerta: "Long-Covid sarà con noi per i prossimi anni. Questo complesso quadro clinico è ancora sottovalutato. È quindi ancora più importante osservare da vicino e avviare la ricerca anche in questo settore. Vipiteno sta dando l'esempio per tutta l’Europa. L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige sta anche lavorando ad un progetto provinciale di assistenza per i pazienti di Long-Covid".

Il Direttore generale Florian Zerzer spiega che sotto la direzione del progetto da parte di Elke Maria Erne, Primaria del Reparto di Malattie infettive, l'ambulatorio Post-Covid sarà connesso a livello provinciale: "Nell'immediato futuro, si creerà una rete interdisciplinare a livello provinciale, che accoglierà e curerà le pazienti e i pazienti Long-Covid".

„Brain fog“ e stanchezza – spesso sintomi del Long-Covid
Il team di ricerca della Neuroriabilitazione di Vipiteno, diretto dal Primario Luca Sebastianelli con la supervisione scientifica del Prof. Leopold Saltuari, ha completato già nel 2020 due studi pilota su pazienti altoatesini. Sebbene “ufficialmente” dichiarate guarite dal Covid, queste persone non ritornano allo stato di salute psico-fisica precedente e, spesso, non riescono a riprendere la propria attività lavorativa.
I soggetti avevano superato la malattia da Covid-19 con complicazioni neurologiche e necessità di cure ospedaliere intensive e avevano poi sviluppato un Long-Covid con stanchezza (fatigue) e difficoltá cognitive (brain fog).
Nella comunità medico-scientifica si era ipotizzato inizialmente che il Long-Covid in questa tipologia di pazienti fosse una sequela della compromissione della funzione polmonare e cardiaca, del periodo di lunga ospedalizzazione con allettamento e necessità di ventilazione meccanica, nonché dalla possibile sindrome ansioso-depressiva che segue al trauma della malattia grave.
Il team di ricerca di Vipiteno, con le ricercatrici responsabili, Viviana Versace, neurologa, e Paola Ortelli, neuropsicologa, ha pubblicato nei primi mesi di quest’anno i risultati di questi studi:

  • la sensazione di “brain fog” riflette un vero e proprio danno delle funzioni cognitive, in particolare delle cosiddette “funzioni esecutive” ovvero le capacità di pianificare, iniziare, correggere le proprie azioni. Tutte funzioni operate dalle aree prefrontali del cervello.
  • Il “brain fog” e la stanchezza (fatigue) si associano ad una disfunzione marcata di reti interneurali e di sistemi neurotrasmettitoriali del lobo frontale, evidenziate mediante le tecniche di stimolazione magnetica transcranica.

Long-Covid anche in caso di un decorso lieve della malattia
Il terzo studio per Long-Covid effettuato a Vipiteno ha coinvolto 70 persone con sintomi Long-Covid, che erano sorsi dopo un’infezione lieve da Covid-19. Il 74 percento dei partecipanti era di sesso femminile (il Long-Covid colpisce più spesso le donne) e l’età media era di 49 anni. I risultati di questo terzo ampio studio, sempre con metodica di stimolazione magnetica transcranica e valutazione neurocognitiva, confermano i dati precedenti degli altri due studi e dimostrano che anche sulle pazienti e i pazienti con lieve decorso della malattia, risulta una disfunzione persistente di alcuni circuiti neurali frontali del cervello. Anche questo studio è stato sottomesso ad una rivista scientifica di settore.

Ulteriori studi a Vipiteno
Al momento a Vipiteno viene effettuato uno studio volto a esplorare ulteriormente l’attività cerebrale nel Long-Covid, che usa la metodica innovativa della stimolazione magnetica transcranica combinata con elettroencefalogramma (TMS-EEG), in collaborazione con il Prof. Giacomo Koch dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), Fondazione Santa Lucia, Roma. A breve inizierà infine, a Vipiteno, uno studio clinico per testare la possibile efficacia di un farmaco sui sintomi del Long-Covid.

L’Assessore alla salute Thomas Widmann ha sottolineato l'importanza di questi studi: "Le conseguenze a lungo termine del Covid sono frequenti e non devono essere sottovalutate in nessun caso. L'aumento della ricerca in questo settore ci permette di reagire in modo appropriato ai sintomi che si presentano e di fornire alle nostre pazienti e ai nostri pazienti le migliori cure possibili".

Link agli studi già pubblicati:
https://www.jns-journal.com/article/S0022-510X(20)30607-9/abstract
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1388245721000808

(PAS/GT)



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