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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 09.03.2021 | 16:02

Confermata la formazione per giovani medici altoatesini

Per la provincia di Bolzano è stata una dura lotta, ma alla fine Italia e Austria hanno accettato di permettere, e quindi di riconoscere, la formazione specialistica dei giovani medici dell'Alto Adige secondo il modello austriaco. Il sindacato dei medici ANAAO aveva portato la questione davanti al giudice, ma ora la provincia e l’Azienda sanitaria dell'Alto Adige hanno ottenuto la loro rivincita. Le formazioni proseguiranno.

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L'Assessore provinciale Thomas Widmann è soddisfatto della sentenza: "La formazione specialistica secondo il modello austriaco si è affermata come un importante percorso di formazione per gli studenti di medicina altoatesini e per noi è fondamentale che vada avanti. Il personale medico è molto richiesto, e non solo in tempi di coronavirus. La carenza di specialisti è a livello europeo, in particolare nel settore medico. Ecco perché da anni cerchiamo di riportare a casa gli studenti di medicina altoatesini".  

Allo stesso tempo bisogna fare i conti con le concorrenziali condizioni offerte nei paesi vicini: “Da quando, nel 2019, era diventato possibile offrire la formazione specialistica secondo il modello austriaco, grazie ad un contratto di lavoro a tempo determinato, per gli specializzandi eravamo più attrattivi", spiega Widmann. Il tutto era stato preceduto da lunghe trattative di natura politica da entrambe le parti, ma la perseveranza alla fine ha dato i suoi frutti.

Non poter più approfittare di questa opportunità sarebbe stato un duro colpo sia per la provincia di Bolzano che per l’Azienda sanitaria. "Dobbiamo affrontare la realtà altoatesina: i giovani che studiano in Austria devono avere anche la possibilità di formarsi come specialisti che lavorano nei reparti abilitati all’insegnamento dei nostri ospedali, nel contesto di un impiego retribuito", afferma il Direttore generale Florian Zerzer.  

La decisione del tribunale farà piacere anche ai due giovani medici che - esempio per i loro colleghi professionisti – erano stati convenuti in giudizio. Uno dei due ha già completato la sua formazione, per l'altro significa avere finalmente chiarezza.  

Per i pazienti e le pazienti vuol dire avere la garanzia che la formazione specialistica possa continuare sotto la guida di un cosiddetto tutor presso le cliniche abilitate all’insegnamento. Più medici vi sono e più specialisti sono a disposizione dei malati. Questo significa anche avere maggiori possibilità che i giovani rimangano nella loro terra d’origine e non voltino le spalle al Sistema Sanitario altoatesino, dal momento che molti rimangono all'estero se la loro formazione specialistica si è svolta fuori dall’Alto Adige.

Informazioni per i media:
Rip. Comunicazione dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige

(SF/TDB)



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