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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 21.11.2022 | 16:23

PNRR Salute: La medicina del domani passa dal territorio

Si è tenuto giovedì, 17.11.2022, al NOI Techpark di Bolzano, l’evento formativo “Sfide ed opportunità della medicina di prossimità: viaggio dentro al PNRR”

Florian Zerzer (Foto: Rocco Leo)ZoomansichtFlorian Zerzer (Foto: Rocco Leo)

Un appuntamento, per fotografare lo stato delle cose, anticipare scenari nonché illustrare i vantaggi e le sfide inerenti alla medicina territoriale, uno dei pilastri del PNRR Salute. L’intento dell’evento formativo è stato quello di sottolineare l’importanza di garantire un’assistenza sanitaria il più vicino possibile alle persone nonché fornire un valido supporto ai nuclei familiari di cui la/il paziente fa parte. Tutto ciò, nell’intento di sgravare il ricorso sistematico ai Pronti Soccorso, ai ricoveri ospedalieri nonché alleviare l’enorme mole di lavoro sostenuta dai Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta. Un lavoro di rete, dunque, che coinvolgerà anche i servizi sociali e le realtà del volontariato, che attorno ad essi gravitano. Tanti le professionalità sia locali sia provenienti da altre regioni italiane che hanno dato il loro contributo nell’aula del NOI Techpark in via Volta, gremita di professionisti della Sanità ma non solo. Gli argomenti all’ordine del giorno hanno spaziato dalle nuove strutture in via di relazione da qui al 2026 anche grazie ai fondi del PNRR quali le Centrali Operative Territoriali (COT), le Case della Comunità (CdC) e gli Ospedali di Comunità (OdC).
Ma si è parlato anche dell’opportunità di adottare innovazioni tecnologiche quali la Telemedicina, in grado di migliorare la qualità della vita dei pazienti anche in relazione all’invecchiamento generalizzato della popolazione e della centralità dell’infermiere di famiglia, quale figura di riferimento per la gestione delle cure a casa dell’assistita/o.

È stato Florian Zerzer, Direttore generale dell’Azienda sanitaria, a inaugurare i lavori: «Quando si affrontano grandi cambiamenti, sappiamo che all’inizio si deve investire tanto in termini di risorse e tempo prima di riuscire a realizzare una riorganizzazione quasi epocale come questa – ha sottolineato –. Abbiamo bisogno di un approccio comune perché, se è vero che l’unione fa la forza, insieme sono convinto che riusciremo a vincere anche la sfida del PNRR. Infatti, sarà fondamentale capire che non si tratterà solo di ripensare l’organizzazione territoriale ma quella di tutti i servizi sociosanitari a ogni livello. Ce la faremo solo se riusciremo a mostrare coesione e unità d’intenti».

Isabella Mastrobuono, Referente unica di parte per il PNRR Salute nella Provincia di Bolzano, ha rimarcato gli obiettivi e le opportunità legate al piano: «L’obiettivo principale è quello di avvicinare i servizi ai pazienti, evitando loro estenuanti giri dell’oca tra le varie strutture sanitarie. Devono essere create delle reti in grado di sostenere la persona e che diano una risposta coordinata alle sue problematiche. Alla base di tutto, c’è l’umanizzazione delle cure di questa che, non è una rivoluzione, ma un’importante riorganizzazione dei servizi. La Provincia ne elargisce già di ottimi, resta solo attivarsi per armonizzarli. Cosa risulterà decisivo per il successo del PNRR? Il coordinamento tra i Medici di Medicina Generale, che avranno un ruolo centrale, e tutte le altre figure professionali che sono sul territorio. In un’unica parola, il “team”; la capacità di fare squadra.

Tra i relatori era presente anche Günther Burger, direttore del Dipartimento Salute, Banda larga e Cooperative della Provincia di Bolzano: «Dobbiamo riuscire a prevenire le malattie e curare i pazienti il più possibile a domicilio poiché lì possono essere seguiti meglio, specie nei casi di cronicità, dove la presa in carico dell’ammalato dovrebbe avvenire da parte di un team multidisciplinare in strutture in cui diversi attori collaborano insieme per offrire la miglior cura ai pazienti fragili.
Poi, a ciò si aggiunge che l’occupazione dei posti letto in ospedale in maniera non appropriata produce costi elevati per la comunità. Le risorse, poi, non sono impiegate in maniera efficace per la cura dei pazienti cronici – ha spiegato –. La sfida del PNRR viaggia su un doppio binario. Da una parte ci sono gli interventi strutturali previsti dal piano, dall’altra le linee d’indirizzo per il rinnovamento e la riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Per raggiungere gli obiettivi previsti, questi due aspetti devono viaggiare di pari passo. In tutto questo risulterà decisiva anche l’integrazione sociosanitaria".

Marianne Siller, Direttrice Tecnico-Assistenziale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige invece, ha fatto il punto sulle iniziative già intraprese e quelle di prossima attuazione: «Il percorso sarà lungo e non privo di sfide. Risulterà fondamentale dotarsi di una forte organizzazione perché l’iniziativa, da sola, non basta. Nella realizzazione della Sanità di prossimità saremo occupati anche oltre il 2026. Intanto, siamo pronti a partire con le COT di Bolzano e della Bassa Atesina già il prossimo 5 dicembre, mentre quelle di Merano, Bressanone e Brunico verranno attivate durante il 2023. Inoltre, abbiamo avviato i corsi per l’infermieristica di famiglia e di comunità. Nella metà dei nostri distretti stiamo implementando l'infermieristica centrata sulla famiglia. Poi, le cure palliative, altro punto essenziale del PNRR, saranno uniformate e promosse in tutti e quattro i Comprensori. Inoltre, verranno attivati anche i percorsi per i pazienti affetti da malattie croniche più frequenti nella nostra Provincia.
Per avviare tutte le strutture nuove nella loro interezza, seguendo le indicazioni del Ministero, avremo bisogno di circa 280 unità di personale tra medici, infermieri, Oss, amministrativi e assistenti sociali. È chiaro che sarà solo in parte personale nuovo, dovremo anche fare una ricognizione tra quello che attualmente opera presso gli ospedali e i distretti. Tutte le iniziative intraprese e da intraprendere ci avvieranno verso un sistema sanitario sostenibile e basato sulla territorialità».

Anche per Josef Widmann, Direttore sanitario dell’Azienda sanitaria, la parola chiave è “rete”: «La mia impressione è molto positiva in termini di progettualità. Stiamo passando un momento molto difficile e per questo il PNRR diventa ancora più importante. Tuttavia, è indispensabile che il piano venga messo in piedi perché le malattie croniche saranno quelle che determineranno l’attività sanitaria. Un altro punto estremamente importante sarà quello di riuscire a fare rete tra i servizi sanitari e quelli sociali. Ecco… la “rete” è la vera parola magica. La sfida per il management, infine, sarà quella di trovare la strada giusta proseguendo un passo alla volta e senza farci intimidire da scadenze o criticità che ci troveremo di fronte».

Il video integrale dell’evento formativo “Sfide ed opportunità della medicina di prossimità: viaggio dentro al PNRR”, al quale era possibile partecipare anche collegandosi in streaming, sarà a breve disponibile sui canali dell’Azienda Sanitaria.

Informazioni per i media: Ripartizione Comunicazione, Azienda sanitaria dell'Alto Adige

(RL)


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Marianne Siller (Foto: Rocco Leo) Zoomansicht Marianne Siller (Foto: Rocco Leo)

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