Contenuto principale

Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 21.12.2018 | 13:35

Nuova tecnica operatoria

Ammalarsi di tumore al collo dell’utero o alla vulva significa per lo più dover affrontare un‘operazione importante con tutto ciò che ne consegue. Presso la ginecologia di Bolzano si intraprendono ora nuove strade: la collaborazione con un esperto della „Leipzig School for radical pelvic surgery“ (chirurgia del pavimento pelvico), Prof. Michael Höckel, rende possibile una nuova tecnica, dal punto di vista oncologico più sicura e oltretutto meno invasiva per i tessuti. Durante una conferenza stampa il Primario Martin Steinkasserer presenterà i vantaggi di questo tipo di intervento.

Hanno presentato la nuova tecnica: Primario Martin Steinkasserer, Direttore sanitario Thomas Lanthaler, Assessora Martha Stocker, Prof. Michael Höckel (d.s.a.d.)ZoomansichtHanno presentato la nuova tecnica: Primario Martin Steinkasserer, Direttore sanitario Thomas Lanthaler, Assessora Martha Stocker, Prof. Michael Höckel (d.s.a.d.)

Ogni anno in Alto Adige circa 20 donne si ammalano di tumore al collo dell’utero, in termini medici definito carcinoma alla cervice. Questo tumore insorge da tessuto modificato del collo dell’utero e un’infezione da papillomavirus umano (HPV) costituisce il fattore a rischio più elevato. Una tempestiva vaccinazione può proteggere ampiamente. Altri fattori di rischio, che possono aumentarne la comparsa sono ad esempio anche il consumo di nicotina o una precoce attività sessuale. A livello mondiale questa forma di tumore spesso compare in maniera diversa: l’età massima si aggira sui 50 anni. Le visite di prevenzione permettono di poter spesso diagnosticare il cancro al collo dell’utero ad uno stadio precoce. Il più delle volte una diagnosi positiva della malattia richiede inevitabilmente un intervento esteso, in alcuni casi si rende necessaria una radio- o chemioterapia aggiuntiva.     

L’incidenza della malattia di carcinoma della vulva è leggermente inferiore; in Alto Adige viene comunque diagnosticato ogni anno in circa 15 donne.    

La tendenza volge ad essere negativa: a livello europeo i dati sono fortemente in ascesa e negli ultimi dieci anni si è registrato il raddoppio dei casi. Anche nella comparsa del tumore alla vulva il virus HP gioca un ruolo importante. L’età massima si colloca di solito in età avanzata, tuttavia sono in aumento anche i casi di malattia in donne giovani. La diagnosi si ottiene con una prova del tessuto seguita dall’esame microscopico. Anche in caso di tumore maligno della vulva si rende il più delle volte necessaria un’estesa operazione con successiva eventuale radioterapia. 

Operativamente in entrambi i casi viene di solito rimosso anche del tessuto sano; questo per evitare per quanto possibile la ricomparsa della malattia. Questo metodo d’intervento per la paziente è gravoso ma tuttavia finora inevitabile. Il Prof. Michael Höckel della „Leipzig School of radiac pelvic surgery“ ha sviluppato una nuova tecnica, di grande risonanza scientifica (ad es. anche negli ospedali di Essen e Monaco). Con la “resezione mesometriale” i tumori maligni allo stadio I e II possono essere circoscritti, senza radioterapia aggiuntiva, con alta percentuale (95%) di successo sia in merito alla ricomparsa della malattia come pure con minori effetti negativi postintervento. Nel carcinoma della vulva c’è inoltre la possibilità di ricostruzione plastica durante l’operazione medesima. 

Per il Primario Martin Steinkasserer questo metodo d’intervento rappresenta un salto di qualità nel trattamento: “La possibilità di poter operare radicalmente un’area tumorale, potendo intervenire in maniera meno invasiva per i tessuti, porta ad un significativo miglioramento del controllo dei tumori. In alcuni casi, con questa tecnica, si può fare a meno della molto pesante radio- o chemioterapia aggiuntiva”.

Anche il Direttore sanitario Thomas Lanthaler accoglie con favore questo nuovo metodo: "Siamo naturalmente lieti di poter offrire già ora alle pazienti colpite un'assistenza di altissima qualità. Ci sono tuttavia dei casi in cui è indicata la classica operazione di sempre, secondo le generali linee guida oncologiche; le pazienti da sottoporre ad operazione, vengono proposte per questa forma di intervento e secondo dei protocolli stabiliti. Per noi, come Azienda, è molto importante essere coinvolti fin dall'inizio nel momento in cui vengono sviluppati nuovi metodi".

Il Prof. Höckel ed il Primario Steinkasserer si conoscono da anni, con continuo scambio in ambito professionale. La collaborazione si basa ora su nuovi accordi. Pazienti malate potranno essere curate secondo protocolli di studio all’ospedale di Bolzano e in collaborazione con il Prof. Höckel. Verranno organizzati anche dei corsi e degli aggiornamenti in comune con la „Leipzig School for radical pelvic surgery“. Importante è anche l’approccio interdisciplinare del trattamento delle pazienti in collaborazione dei reparti di anatomia patologica, urologia e chirurgia. Dal punto di vista scientifico questa collaborazione fra Bolzano e Lipsia risulta importante spiega Steinkasserer. “A fianco della sempre più alta percentuale di sopravvivenza aumenta contemporaneamente anche la nostra competenza chirurgica ed i giovani medici possono vedere come lavoriamo a livello scientifico molto alto”. 

Sei volte all’anno presso l’ospedale di Bolzano, in ambito di workshop operativi, vengono operate donne che hanno contratto un cancro alla vulva o al collo dell‘utero. 

Informazioni per i media: Ripartizione comunicazione, marketing e relazioni pubbliche dell’Azienda sanitaria, tel. 0471 907153

(SF/EC)



Altre notizie di questa categoria